Vali Nasr: «Gli accordi di Abramo? Riad ha bisogno di più degli F-35 e l’Iran rimane una questione»

16.11.2025 21:45
Vali Nasr: «Gli accordi di Abramo? Riad ha bisogno di più degli F-35 e l'Iran rimane una questione»

La Normalizzazione dei Rapporti tra Arabia Saudita e Israele: Un’Illusione Americana?

DALLA NOSTRA INVIATA
GERUSALEMME – La normalizzazione dei rapporti tra Arabia Saudita e Israele, propugnata come parte della strategia americana, appare più come un’idea entusiastica piuttosto che una realtà concreta. A poche ore dall’arrivo di Mohammed bin Salman alla Casa Bianca e con la tensione in Medio Oriente che permane elevata, il politologo iraniano-americano Vali Nasr analizza la situazione attuale, evidenziando che i nodi si stanno stringendo invece di sciogliersi, riporta Attuale.

Perché il piano di Trump non funziona? Secondo Nasr, prima del 7 ottobre si presumeva che la questione palestinese fosse ormai marginale e che l’Iran rappresentasse il principale ostacolo per Riad. La visione era che l’Arabia Saudita potesse riconoscere Israele in cambio di una partnership strategica con gli Stati Uniti. Tuttavia, il panorama è cambiato radicalmente negli ultimi due anni, e Washington pare non rendersi conto della nuova realtà. Nonostante i pieni poteri di Mohammed bin Salman, la monarchia saudita è attenta all’opinione pubblica sia interna che araba; pertanto, la normalizzazione non avverrà finché il conflitto a Gaza non troverà una risoluzione, e Israele non ha modificato la sua posizione riguardo alla creazione di uno Stato palestinese.

Perché Trump continua a insistere? Nasr osserva che gli Stati Uniti non vogliono riconoscere l’irrealizzabilità di questo obiettivo, rifiutando di ammettere che gli eventi in Medio Oriente sono cambiati drasticamente dopo il 7 ottobre.

Tensioni anche in Libano e a Gaza – Per quanto riguarda Gaza, non c’è segno di una soluzione pacifica, mentre anche i rapporti tra Israele e Libano rimangono tesi. Nasr afferma che notizie di un cessate il fuoco in Libano sono infondate. Hezbollah è consapevole che Israele non si ritirerà dalle sue posizioni e non ha fiducia nei confronti dell’esercito libanese. La popolazione sciita non può tornare nei villaggi del Sud senza perdere la propria protezione, mentre Israele continua a mantenere alta la tensione, nonostante la visita imminente del Papa che potrebbe alleviare la situazione.

Possibili riaccensioni sul fronte iraniano – La questione iraniana rimane aperta per Nasr, poiché la guerra di Israele non ha raggiunto i suoi obiettivi e il regime iraniano non è stato rovesciato. Gli Stati Uniti, pur non volendo entrare in guerra, non forniscono sostanziali opportunità per negoziati sul nucleare. Teheran sembra non riconoscere la propria sconfitta, e ciò potrebbe portare a nuovi confronti tra Israele e Iran. Tuttavia, la guerra non è necessariamente l’unica opzione; ciò dipenderà dai calcoli strategici di Gerusalemme.

Il ruolo di Putin e le crisi multiple – Infine, Nasr si interroga sulla capacità della Casa Bianca di gestire simultaneamente le crisi di Gaza, Ucraina e Venezuela. La strategia di Mosca, così come quella di Teheran, potrebbe suggerire che gli Stati Uniti potrebbero essere coinvolti in un conflitto in America Latina, distogliendo l’attenzione da Europa e Medio Oriente. Questa complessità rappresenta una sfida significativa per la diplomazia americana e la stabilità della regione.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere