Vali Nasr: «In Pakistan solo il primo round, ci saranno minacce ma non guerra su vasta scala»

13.04.2026 08:15
Vali Nasr: «In Pakistan solo il primo round, ci saranno minacce ma non guerra su vasta scala»

Falliti i negoziati tra Iran e Stati Uniti, primi segnali di una nuova fase

DALLA NOSTRA INVIATA
ISLAMABAD – I negoziati tra Iran e Stati Uniti, durati 21 ore, si sono conclusi senza un accordo decisivo. Vali Nasr, esperto di Medio Oriente alla Johns Hopkins University, considera che sebbene i colloqui abbiano avuto esiti negativi, l’intensità delle discussioni suggerisce che ci siano stati scambi significativi. Le delegazioni, dopo quaranta giorni di conflitto, hanno dovuto affrontare questioni complesse. “Islamabad ha segnato il primo round. Ma i negoziati rappresentano un momento storico,” riporta Attuale.

Nasr spiega che si tratta dei primi incontri diretti dal 2015, anno dell’accordo sul nucleare con Barack Obama. Tuttavia, importanti divergenze rimangono, in particolare su questioni critiche come l’apertura dello Stretto di Hormuz e il trasferimento di uranio arricchito da parte dell’Iran.

“Non è un esito positivo, ma le differenze emerse potrebbero essere il presupposto per ulteriori colloqui,” osserva Nasr. Nonostante la pressione esercitata dalla minaccia di blocco navale da parte degli Stati Uniti, il professore non esclude che le trattative possano riprendere prima della scadenza dell’ultimatum. “Questa guerra finirà attorno a un tavolo, anche se non è successo questa volta,” aggiunge.

La Repubblica islamica potrebbe controbattere alla minaccia statunitense chiudendo lo Stretto di Bab al-Mandab con il supporto degli Houthi. Nasr sottolinea che non si è tornati a una guerra su vasta scala: “Dietro le quinte, è probabile che continueranno a scambiarsi messaggi attraverso il Pakistan.”

Se gli Stati Uniti decidessero di impostare un blocco navale, avrebbero conseguenze drammatiche sull’economia globale. Nasr crede però che il governo statunitense cerchi di evitare la violazione del cessate il fuoco in corso. “Fino alla scadenza dell’ultimatum di Trump, ci saranno opportunità di ulteriori negoziati,” afferma.

Riguardo a Benjamin Netanyahu, che potrebbe spingere per un’escalation, Nasr osserva che la sua posizione non offre soluzioni pratiche al presidente americano, che si trova di fronte a una difficile scelta: tornare in guerra o tentare la strada diplomatica.

“L’Iran si è presentato al tavolo con più potere, con lo Stretto nelle mani, complicando le posizioni,” prosegue. Gli Stati Uniti non accettavano questa forza negoziale e, secondo Nasr, “stanno cercando di acquisire potere contrattuale.”

In conclusione, sembra che i negoziati possano continuare, cercando di evitare il ricorso alla forza militare. “Di sicuro per le bombe abbiamo fino allo scadere dell’ultimatum,” dichiara Nasr, lasciando aperta la questione sull’immediato futuro e sull’evoluzione della crisi.

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