Vance in difficoltà: critiche sui tentativi di sabotare l’accordo con l’Iran e le pressioni da Israele

17.07.2026 21:45
Vance in difficoltà: critiche sui tentativi di sabotare l'accordo con l'Iran e le pressioni da Israele

Le tensioni politiche negli Stati Uniti e il ruolo di JD Vance

Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha espresso preoccupazioni riguardo a certe influenze nel governo israeliano che, a suo avviso, cercano di modificare l’opinione pubblica americana per prolungare il conflitto in corso. “Ci sono senza ombra di dubbio alcune persone nel loro governo che stanno manipolando e cercando di cambiare l’opinione pubblica americana per continuare la guerra a tempo indefinito”, ha dichiarato in un’intervista con il noto podcaster Joe Rogan, riportando l’attenzione su come i falchi americani e israeliani tentino di far fallire i negoziati sul programma nucleare iraniano, riporta Attuale.

Vance, criticando le pressioni politiche, ha menzionato articoli di Time che rivelano come alcune persone legate a precedenti campagne elettorali di Trump, tra cui Brad Parscale, siano state compensate da membri del governo israeliano con l’intento di attaccarlo attraverso i social media e le rivelazioni ai giornalisti. “Dicono che io sia influenzato dal Qatar o da altri governi stranieri”, ha aggiunto, “mentre io sto cercando solo di arrivare a una soluzione per realizzare gli obiettivi del presidente”.

Nel suo discorso, Vance ha sottolineato che non è la prima volta che critica il governo di Netanyahu. Già in una conferenza stampa alla Casa Bianca, aveva avvertito i membri del governo israeliano che l’accordo con l’Iran rappresenta un’opzione importante. “Trump è l’unico capo di Stato nel mondo intero che simpatizza con Israele in questo momento”, ha sottolineato, richiamando l’attenzione sulle armi americane utilizzate da Israele.

Negli ultimi tempi, Vance ha continuato a enfatizzare queste posizioni in diverse interviste. L’intervista con Rogan è significativa poiché il vicepresidente sembra cercare di mantenere unita la divisione interna della coalizione trumpiana tra i falchi pro-guerra e i Maga, coloro che si oppongono a un conflitto duraturo.

Definendosi un “ragionevole moderato”, Vance ha sostenuto che “Israele sta perdendo la battaglia dell’opinione pubblica”, concordando con Trump sulla necessità di una relazione basata sugli interessi comuni, piuttosto che su pressioni politiche. Ha ribadito che, anche se non gli dà fastidio il tentativo di Israele di influenzare la politica degli Stati Uniti, ciò che conta sono gli interessi americani.

Durante la conversazione, Vance ha affrontato la questione di un eventuale attacco a sorpresa all’Iran, ricordando che Trump stesso è “non entusiasta” di una guerra, e il suo compito sarebbe quello di consigliare il presidente. La sua condotta nei negoziati con l’Iran potrebbe rivelarsi cruciale per il suo futuro politico e quello del governo, soprattutto in un contesto dove molti americani desiderano evitare un conflitto interminabile.

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