Vance lascia Islamabad senza accordo con l’Iran e incertezze sul cessate il fuoco

12.04.2026 08:15
Vance lascia Islamabad senza accordo con l’Iran e incertezze sul cessate il fuoco

Falliti colloqui tra Stati Uniti e Iran: nessun accordo sulla guerra

Dopo 21 ore di trattative senza successo, il vice presidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha lasciato il Pakistan senza un accordo conclusivo con il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Ghalibaf. Resta in sospeso la questione del cessate il fuoco di due settimane, un punto cruciale che mette in evidenza la mancanza di progressi nei negoziati, riporta Attuale.

Durante la conferenza stampa a Islamabad, Vance ha dichiarato: «Hanno scelto di non accettare i nostri termini», lasciando la porta aperta per future trattative. Ha affermato che gli Stati Uniti sono pronti ad offrire un’intesa che rappresenta la loro migliore proposta. La responsabilità ora ricade sugli iraniani, che devono decidere se accettare la proposta o meno.

Vance ha sottolineato l’importanza di un impegno concreto da parte dell’Iran a non perseguire lo sviluppo di armi nucleari, evidenziando che tale questione rimane al centro delle tensioni tra le due nazioni, specialmente dopo l’offensiva militare avviata da Israele e Stati Uniti lo scorso 28 febbraio.

Nonostante le speranze di un esito positivo, il vicepresidente ha riportato una mancanza di chiarezza sullo Stretto di Hormuz, ritenuto uno dei punti critici dei colloqui. Vance ha assicurato di essere arrivato con un mandato «flessibile e in buona fede», ma ciò non è bastato a raggiungere un accordo.

Al sorgere del giorno a Islamabad, fonti vicine al ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, hanno indicato che la delegazione iraniana è tornata a Teheran per consultarsi con la Guida suprema e il resto del regime. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha chiarito che le discussioni si sono concentrate su diversi temi, incluso l’importante nodo dello Stretto di Hormuz e i risarcimenti di guerra, confermando che il progresso dipende dall’accettazione dei diritti iraniani da parte degli Stati Uniti.

Il dialogo tra le due nazioni sembra ora un gioco di scaricabarile, con entrambe le parti che si attribuiscono reciproche responsabilità, lasciando l’intera regione in uno stato di incertezza. Mentre Vance discuteva l’impasse pakistana, il presidente Trump e il segretario di Stato Rubio partecipavano a un evento di UFC a Miami, sottolineando così il divario tra diplomazia e politica interna. Un ping pong diplomatico che per il momento sigilla un bel niente di fatto.

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