Vannacci non versa quote al partito: polemiche tra i membri della Lega

26.08.2025 06:40
Vannacci non versa quote al partito: polemiche tra i membri della Lega

Il generale Vannacci rifiuta di contribuire alle finanze della Lega

Il vicesegretario della Lega, Roberto Vannacci, ha deciso di non versare la quota mensile di 2 mila euro prevista dal partito per finanziare le attività, inclusa la campagna elettorale per le prossime elezioni regionali. La questione è stata al centro di una crescente tensione all’interno del partito, la cui situazione finanziaria è aggravata da un bilancio negativo di 700 mila euro per il 2024, riporta Attuale.

Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, ogni eletto in Europa contribuisce con un importo che si divide in due rate mensili di 3 mila euro per i parlamentari nazionali. Vannacci, in carica da metà maggio, non ha effettuato alcuna erogazione, contrariamente ad altri membri del partito, come Paolo Borchia e Susanna Ceccardi, che hanno già contribuito generosamente. La sua nomina e il conseguente esilio di Andrea Crippa dai vertici del partito hanno suscitato malumori tra i colleghi.

Malumori tra i membri del partito

La decisione di Vannacci ha innescato preoccupazioni tra i parlamentari della Lega, molti dei quali contribuiscono regolarmente con un quinto del loro stipendio. Un dirigente anonimo del partito ha espresso delle riserve: «È normale che un vicesegretario non contribuisca a sostenere le casse del partito?». Questo mentre il tesoriere del partito, Alberto Di Rubba, sottolinea l’importanza della contribuzione per il finanziamento delle attività. Anche il ministro Giancarlo Giorgetti versa 3 mila euro al mese.

La posizione di Vannacci

In risposta alle domande sui suoi contributi, Vannacci ha affermato che la questione «riguarda me, Salvini e la Lega», aggiungendo di avere un’altra organizzazione chiamata ‘Il mondo al contrario’. Quando interrogato su se finanzi quella organizzazione anziché la Lega, ha risposto: «Questo lo dice lei. Ma essendo erogazioni liberali, si chiamano liberali proprio per questo. Arrivederci».

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