Vertice della SCO a Tianjin: Xi consolida un nuovo ordine mondiale

02.09.2025 15:00
Vertice della SCO a Tianjin: Xi consolida un nuovo ordine mondiale
Vertice della SCO a Tianjin: Xi consolida un nuovo ordine mondiale

Il 1° settembre 2025 si è concluso a Tianjin il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), riunendo oltre 20 capi di Stato e di governo. L’incontro, convocato da Xi Jinping, ha rappresentato un trionfo personale per il leader cinese, che ha sottolineato la crescente influenza di Pechino sulla scena globale. Tra i partecipanti più rilevanti figuravano Vladimir Putin e Narendra Modi, la cui presenza ha evidenziato la volontà di costruire un’alternativa alle strutture occidentali.

Ascesa della Cina e convergenza con Russia e India

Il vertice ha segnato un passo deciso verso la formazione di un ordine multipolare, con la Cina che si propone come guida di un’alleanza di Stati autoritari. La partecipazione di Putin ha simboleggiato il rafforzamento dei legami tra Mosca e Pechino, mentre Modi ha mostrato un avvicinamento tattico alla Cina, favorito dalle pressioni tariffarie degli Stati Uniti sull’India. La dichiarazione finale non ha fatto riferimento alla guerra russa contro l’Ucraina, evidenziando sia la distanza del cosiddetto Sud globale da questo conflitto, sia l’insuccesso del Cremlino nel promuovere la propria narrativa.

Iniziative economiche e tecnologiche alternative

Il documento conclusivo ha tracciato le basi di nuove strutture finanziarie, mirate a ridurre la dipendenza dal dollaro e dai circuiti occidentali. Tra le proposte emerse vi sono la creazione di una banca di sviluppo della SCO, una piattaforma per la cooperazione energetica e investimenti congiunti in intelligenza artificiale e tecnologie satellitari. Xi ha inoltre richiamato la necessità di sostenere il ruolo delle Nazioni Unite come foro principale della governance globale, contrapponendosi a quello che definisce “bullismo occidentale”.

Implicazioni geopolitiche per gli Stati Uniti

Il rafforzamento dell’asse tra Pechino e Mosca, accompagnato dalla partecipazione attiva di Nuova Delhi, rappresenta una sfida diretta alla supremazia statunitense sia sul piano della sicurezza sia sul piano economico. Secondo le analisi, la strategia di Washington volta a separare la Russia dalla Cina offrendo una più ampia cooperazione economica non ha prodotto risultati. Al contrario, il Cremlino ha consolidato la propria vicinanza a Pechino, aumentando il potenziale di entrambi i Paesi nel contrastare l’influenza americana. La dinamica innescata dal vertice rafforza un’architettura globale alternativa, che mette in discussione l’attuale assetto internazionale.

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