Vicenza, studente disabile costretto a scendere dal bus per mancanza di abbonamento

10.02.2026 15:56
Vicenza, studente disabile costretto a scendere dal bus per mancanza di abbonamento

Vicenza: Studente disabile costretto a scendere dall’autobus senza abbonamento

Vicenza, 10 febbraio 2026 – Fatto scendere dall’autobus perché senza abbonamento. Dopo il caso del bambino trentino di 11 anni, un altro episodio si registra questa volta nel Vicentino. A riferire il caso è Il Giornale di Vicenza. Protagonista uno studente di 15 anni disabile, il quale si era rivolto all’autista del bus per segnalare di aver dimenticato a casa l’abbonamento, che in realtà poi ha scoperto di avere, ed è stato costretto a scendere dal mezzo, riporta Attuale.

La società di autotrasporto coinvolta, la Svt, ha già avviato una verifica. “Se l’episodio dovesse essere confermato, il comportamento descritto sarà sanzionato in quanto palesemente in contrasto con la politica del gruppo, nonché con le regole di viaggio descritte anche nella carta dei Servizi Aziendali”. Infatti, sul sito della società viene ricordato che “per gli abbonati, in caso di mancata esibizione dell’abbonamento su richiesta degli agenti accertatori, la sanzione comminata potrà essere annullata qualora entro i successivi 15 giorni l’utente possa dimostrare di essere in possesso si un titolo nominativo risultante in corso di validità al momento dell’accertamento”. In questo caso, però, non c’è stata alcuna sanzione, come avrebbe dovuto esserci, ma solo l’invito al ragazzo di scendere dal bus.

L’adolescente stava aspettando il mezzo vicino alla fermata del Piovene, a San Felice. Al momento di salire ha cercato l’abbonamento e, non trovandolo, non ha atteso l’arrivo del controllore, ma si è rivolto direttamente all’autista informandolo della dimenticanza. “Gli è stato detto di scendere – ha raccontato la madre al quotidiano locale – e lui è rimasto lì da solo, alla fermata del bus, sotto la pioggia. Poi ci ha chiamato con il cellulare e il nonno è andato a prenderlo“. La donna si è chiesta perché non “è stata fatta una multa al figlio, come è previsto, e poi avremmo potuto dimostrare che ne era in possesso”. Peraltro il ragazzino lo aveva con sè, ma in quel frangente, forse per disattenzione, ha pensato di averlo lasciato chissà dove.

Sul caso è intervenuto l’ex presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. “Dove è finita l’umanità, se un minore con disabilità che chiede aiuto viene lasciato solo?”, si chiede infatti l’ex governatore. “Un punto deve essere chiaro: il trasporto pubblico è un servizio e, come ogni servizio, vive di rispetto. E il personale a bordo deve essere degno interprete di questo”. “Un ragazzo con disabilità che si rivolge con correttezza all’autista per segnalare un problema – aggiunge Zaia – non può essere trattato come un ‘furbo’. Non sono certo questi i soggetti che approfittano del trasporto pubblico: lo dicono i fatti, lo dice il comportamento di chi ha avvisato subito e con onestà. Esistono procedure che consentono di gestire la mancata esibizione del titolo, soprattutto per chi è abbonato: si verifica, si applicano le regole, si tutela la persona. Ma la prima regola, sempre, è non lasciare indietro nessuno, intimando di abbandonare il mezzo, tanto più se parliamo di minori e di persone fragili”. L’ex governatore commenta positivamente il fatto che l’azienda di trasporto abbia avviato una verifica, ma sottolinea anche che “da questa vicenda devono nascere più attenzione e cultura del servizio”. “Chi lavora sul trasporto pubblico locale ha anche una responsabilità di tutela, soprattutto quando davanti ha un minore e una persona fragile. Le regole si applicano, certo, ma si applicano senza umiliare e senza abbandonare: mai lasciare solo un disabile. La dignità viene prima, sempre. Un episodio così è grave e non è giustificabile”, conclude.

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