Conflitto tra il presidente boliviano Rodrigo Paz e il vicepresidente Edmand Lara: tensioni politiche in aumento
Il rapporto tra il nuovo presidente boliviano Rodrigo Paz e il vicepresidente Edmand Lara si è deteriorato rapidamente dopo il loro insediamento l’8 novembre. Lara ha criticato in maniera ripetuta le decisioni di Paz, inclusa la recente abolizione dei sussidi sul carburante, il cui costo è salito considerevolmente in Bolivia, riporta Attuale.
Lara non è solo il vicepresidente, ma ha assunto una posizione di opposizione. Accusando Paz di essere un politico bugiardo e corrotto, ha esortato i cittadini a protestare contro le sue scelte politiche. In un messaggio condiviso prima di Natale, ha dichiarato di rappresentare una forza di opposizione «costruttiva», evitando un distacco totale da Paz, almeno per ora.
Nonostante le critiche, Paz ha mantenuto una risposta piuttosto cauta. Tuttavia, il 29 dicembre ha firmato un decreto che gli consente di governare a distanza tramite mezzi tecnologici di comunicazione, limitando in questo modo le attribuzioni del vicepresidente, che per legge dovrebbe temporaneamente sostituirlo in caso di assenza.
La relazione controversa tra Paz e Lara non è un caso isolato in Bolivia, poiché simili dinamiche di conflitto si verificano anche in altri paesi dell’America Latina, come Argentina e Filippine. Spesso queste faide politiche nascono da divergenze ideologiche e battaglie di potere, portando i presidenti a emarginare i loro vice.
Il caso di Lara e Paz è emblematico: il primo, legato a una narrativa anti-corruzione e popolare tra le classi subalterne, si oppone apertamente al suo presidente proveniente dalla tradizione politica. Questa conflittualità sembra rappresentare un tentativo strategico di Lara di accrescere il proprio consenso tra le fasce più povere della popolazione, differente rispetto al background aristocratico di Paz.
In parallelo, in Argentina, il presidente Javier Milei e la vicepresidente Victoria Villarruel hanno anch’essi esperienza di attriti, dovuti a ideologie divergenti e manovre politiche interne. Dopo le elezioni del 2023, Milei ha isolato Villarruel, appropriandosi di poteri decisionali unilaterali, perpetuando una frattura sempre più evidente nel governo.
Similmente, in Ecuador, il presidente Daniel Noboa e la vicepresidente Verónica Abad hanno vissuto un conflitto di potere, con Noboa che ha cercato di marginalizzare Abad dopo la sua vittoria nelle straordinarie elezioni nel 2023. Abad ha denunciato Noboa per «violenza politica di genere», evidenziando le dinamiche punitive e la soffocante tradizione di aggressioni tra i due massimi esponenti del governo, e sottolineando le sfide che devono affrontare le donne in politica.
La situazione nelle Filippine non è da meno: il presidente Ferdinand Marcos Jr. e la vicepresidente Sara Duterte hanno mostrato crescenti tensioni su questioni di politica estera, in particolare riguardo ai rapporti con la Cina. Le divergenze hanno portato Duterte a dimettersi da varie cariche, mantenendo solo quella di vicepresidente, accentuando il clima di ostilità e sfiducia che caratterizza l’attuale governo.
La fragilità delle relazioni tra presidenti e vice è quindi una realtà comune in America Latina, riflettendo preparazioni strategiche, conflitti di interesse e differenze ideologiche che possono compromettere la stabilità politica di un governo.