Le tensioni aeree tra l’UE e la Russia aumentano dopo le recenti violazioni dei Mig russi
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES – L’Unione Europea manifesta un evidente impegno nella lotta contro le aggressioni russe in Ucraina, cercando di persuadere il presidente Usa Donald Trump ad adottare la stessa posizione. Ieri, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha affrontato con fermezza la questione degli sconfinamenti dei Mig russi durante un’intervista alla Cnn: «La mia opinione è che abbiamo bisogno di difendere ogni centimetro quadrato di territorio, e questo significa che se c’è un’intrusione nello spazio aereo, dopo un avvertimento, dopo essere stati molto chiari, ovviamente l’opzione di abbattere un jet che sta violando il nostro spazio aereo è sul tavolo», riporta Attuale.
Von der Leyen ha inoltre dichiarato l’intenzione di applicare dazi sulle forniture di petrolio che continuano ad arrivare nell’Unione. Durante un incontro stampa con Trump, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, la presidente ha comunicato che il governo americano è disposto a implementare sanzioni più severe nei confronti della Russia, a condizione che i paesi NATO sospendano l’acquisto di petrolio da Mosca.
Dal dicembre 2022, l’UE ha vietato l’acquisto di greggio russo via mare, con l’eccezione temporanea delle forniture di petrolio per Ungheria e Slovacchia tramite l’oleodotto Druzhba. Questa decisione fa parte del sesto pacchetto di sanzioni approvato il 3 giugno 2022, in cui è stata necessaria una concessione a Budapest e Bratislava per ottenere unanimità. Finora, il divieto ha coperto circa il 90% degli acquisti di petrolio dell’UE dalla Russia. «Stiamo davvero dando la caccia alle ultime riserve di petrolio e gas che arrivano dalla Russia nell’Unione europea. Vogliamo sbarazzarcene», ha affermato von der Leyen.
Per Ungheria e Slovacchia, il costo del greggio russo aumenterà, con l’obiettivo di disincentivare ulteriori acquisti. Tuttavia, Budapest non sembra allinearsi. Il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, ha twittato di apprezzare «favorevolmente» gli sforzi di Trump per la pace, ma ha sottolineato che il compito del suo governo è di garantire l’approvvigionamento energetico del paese, impossibile senza il petrolio russo attraverso il gasdotto Druzhba.
Entrambi i paesi hanno già fatto opposizione al 19esimo pacchetto di sanzioni presentato dalla Commissione la settimana scorsa, il quale include proposte per interrompere l’acquisto di gas a partire dal 1° gennaio 2027. Per approvare i dazi è sufficiente una maggioranza qualificata, ma per le sanzioni è necessaria l’unanimità, rendendo così più complesso convincere i leader ungheresi e slovacchi.