Von der Leyen e le sfide estive: aumentano le difficoltà in Europa

31.07.2025 23:35
Von der Leyen e le sfide estive: aumentano le difficoltà in Europa

La difficile estate di Ursula von der Leyen continua a rimanere sotto i riflettori, in quanto le critiche che riceve non sembrano avere fine. Da domenica scorsa, la presidente della Commissione europea è al centro di un incessante flusso di contestazioni, provenienti da vari fronti. Anche se questa situazione potrebbe non costringerla a rinunciare al suo incarico, che ricopre dal 2019, il panorama politico attuale non è affatto roseo. In aggiunta, le sue difficoltà sembrano aumentare, con un crescente scetticismo anche tra i suoi compatrioti in Germania, dove la sua figura non gode più del supporto di un tempo, riporta Attuale.

Critiche aspre

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in un atto di opportunismo evidente, ha preso le distanze dall’accordo sui dazi siglato con Donald Trump, sorprendendo molti osservatori. Durante una sua recente apparizione in Scozia, è emersa un’immagine che riflette perfettamente la posizione di vulnerabilità in cui si trova von der Leyen. Autorità come il politologo Ian Bremmer hanno insinuato che “non si poteva fare di più” in merito alle negoziazioni, tuttavia, ciò che stupisce è la ferocia delle critiche provenienti proprio dal settore industriale che von der Leyen sostiene di voler proteggere, iniziando dalla Germania, dove associazioni come la Confindustria e i costruttori d’auto si sono rivelati particolarmente critici.

Il capo di gabinetto e le trattative

In questi giorni, la presidente ha manifestato crescente preoccupazione riguardo le trattative in corso con gli Stati Uniti, mirate a formulare un documento congiunto privo di valore legale ma necessario per avviare discussioni dettagliate. Il suo capo di gabinetto, il tedesco Björn Seibert, ha mantenuto la pressione su di lei, mentre le richieste americane si fanno sempre più pressanti. Gli Stati Uniti, infatti, cercano di ottenere la protezione per giganti tecnologici come Google e Meta dalle regolazioni europee sulla moderazione dei contenuti, oltre a spingere per l’importazione di prodotti come carne di manzo e riso senza dazi, mentre continuano a mantenere tasse pesanti sulla siderurgia europea.

Prospettive future

Con l’imminente confronto a Bruxelles, la presidente potrebbe apparire per rivendicare i risultati ottenuti, o potrebbe dover cedere la scena a Trump nuovamente, a seconda dell’andamento delle negoziazioni.

Possibili mozioni di sfiducia

Le sfide per von der Leyen non finiranno qui; nei prossimi mesi, potrebbero presentarsi nuove insidie. La formazione politica francese France Insoumise prevede di presentare una seconda mozione di sfiducia al Parlamento europeo. Sebbene sia probabile che non raggiunga il numero di voti necessario per destituirla, tale iniziativa potrebbe indebolire ulteriormente il suo sostegno parlamentare, già emerso in crisi a luglio.

In parallelo, vi è una questione da monitorare con attenzione. La negoziazione sui dazi implica un’apertura dei mercati europei a prodotti “made in USA” senza tariffe. Qualora tali condizioni venissero formalizzate in un trattato, potrebbero violare una norma cruciale stabilita dall’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), riscontrando resistenza da parte di altri partner commerciali della UE, come Cina e India, che potrebbero richiedere lo stesso trattamento economico.

Ciò rischia di generare contenziosi legali oltre a complicazioni politiche significative. Alcuni suggeriscono che l’UE potrebbe cercare una via alternativa per superare le obiezioni, ma questa strategia potrebbe sollevare proteste da parte dell’Europarlamento, il quale verrebbe escluso dalla consueta procedura di approvazione per i trattati commerciali.

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