Yoshua Bengio: il Papa ha ragione, le AI più potenti devono essere trattate come bene pubblico globale

29.05.2026 15:55
Yoshua Bengio: il Papa ha ragione, le AI più potenti devono essere trattate come bene pubblico globale

La necessità di una coalizione globale per gestire l’intelligenza artificiale, avverte Youshua Bengio

Youshua Bengio, uno dei padri dell’intelligenza artificiale e tra i più citati scienziati al mondo, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra le potenze medie per garantire un accesso equo ai modelli di intelligenza artificiale e ridurre i rischi legati alla concentrazione di potere tra le principali potenze mondiali. Dopo la pubblicazione dell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, Bengio ha affermato che la gestione delle tecnologie avanzate deve essere considerata un bene pubblico globale, riporta Attuale.

Parlando della situazione attuale, Bengio ha indicato che la crescita non regolamentata delle Big Tech è motivo di preoccupazione e ha esortato le istituzioni, comprese le religioni, a svolgere un ruolo attivo nel dibattito pubblico sulle sfide etiche e pratiche rappresentate dall’IA. “Solo collaborando possiamo evitare esiti terribili, comprese minacce alla democrazia e incidenti catastrofici”, ha aggiunto.

Durante il suo intervento al Congresso mondiale sulla Fratellanza umana a Roma, Bengio e altri trenta scienziati hanno firmato un appello indirizzato a Papa Leone XIV, sollecitando l’attenzione su rischi globali legati all’intelligenza artificiale. Riguardo all’enciclica, il professore ha expresato: “Ritengo che il messaggio globale del documento sia positivo e che possa elevare la consapevolezza sui rischi dell’IA”.

Il Papa ha delineato un confronto tra “Babele e Gerusalemme”, rappresentando due visioni contrastanti del futuro. Bengio ha risposto che preferisce una visione sfumata, dove si riconoscono i molteplici rischi e benefici, insistendo sulla necessità di agire collettivamente per affrontare queste sfide. “Possiamo raccogliere i benefici dell’IA solo se mitigiamo adeguatamente i rischi che comporta”, ha continuato.

Uno dei punti salienti dell’enciclica è il controllo delle piattaforme e dell’infrastruttura tecnologica, che, secondo il Papa, è in mano a pochi attori economici. Bengio ha confermato: “Lo sviluppo dell’IA è concentrato in poche aziende, il che pone rischi significativi per le potenze medie, come l’Italia e il Canada, che potrebbero avere accesso limitato ai modelli avanzati”.

Riguardo al tema del lavoro, il Papa si è chiesto chi progetti le relazioni tra macchine e lavoratori. Bengio ha ammesso che la progettazione dell’IA oggi tende a favorire gli interessi commerciali piuttosto che quelli dei lavoratori, sottolineando l’urgenza di una discussione democratica su come integrare l’IA nel lavoro umano.

Concludendo, Bengio ha insistito sulla responsabilità dell’uomo nel mantenere il controllo sulle decisioni critiche che riguardano l’IA: “Dobbiamo assicurarci che gli esseri umani rimangano al comando, specialmente nei settori cruciali che richiedono fiducia e responsabilità morale”. Ha anche messo in evidenza il ruolo cruciale del Vaticano nel promuovere la consapevolezza pubblica e nel fornire una leadership morale sul tema, ma avverte che sarà necessario un impegno più ampio di varie istituzioni globali per affrontare queste sfide con urgenza.

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