Ucraina: Zelensky affronta sfide interne mentre la Russia intensifica le offensive
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si trova in una situazione critica: la Russia continua a premere ai confini di guerra, mentre gli scandali di corruzione minano il sostegno interno e l’amministrazione Trump sembra intenzionata a ostacolare l’invio di forniture militari cruciali. Fonti dal Kyiv Post riferiscono che i consiglieri del presidente statunitense hanno esercitato pressioni per escludere riferimenti all’integrità territoriale dell’Ucraina in una futura risoluzione dell’ONU, cercando di eliminare i termini «aggressione» e «terre occupate», riporta Attuale.
In questo contesto, il portale ucraino esorta gli alleati europei a unirsi in difesa di Kiev, un argomento che potrebbe essere discusso al vertice dei ministri degli Esteri del G7 in corso in Canada. Il 10 e 11 dicembre, i ministri degli Esteri dell’UE si incontreranno a Leopoli per accelerare il processo di adesione dell’Ucraina e affrontare il veto ungherese.
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha dichiarato a media russi che la conversazione con il suo omologo statunitense, Marco Rubio, è stata «buona e cordiale» e che Mosca è «pronta a riprendere i lavori preparatori del vertice di Budapest».
Ieri, Zelensky ha cercato di trasmettere ottimismo nel celebrare il terzo anniversario della liberazione di Kherson, ma la realtà del conflitto era evidente. Da oltre due anni, le forze russe bombardano indiscriminatamente le abitazioni lungo il Dnipro, rendendo Kherson una città fantasma. «Ringrazio tutti i nostri guerrieri che hanno combattuto per Kherson e il coraggio della resistenza», ha detto, ma pochi sono tornati a casa e la situazione rimane drammatica.
Durante un incontro con il generale Oleksandr Syrskyi, comandante in capo dello Stato maggiore, Zelensky ha riconosciuto che «l’attenzione principale è ora rivolta a Pokrovsk e Zaporizhzhia», dove la Russia sta intensificando gli attacchi. Le condizioni meteorologiche, infatti, favoriscono le operazioni delle fanterie russe. Nelle ultime ore, i comandi ucraini hanno ordinato l’evacuazione di cinque villaggi a sud di Zaporizhzhia, dove i russi attualmente controllano circa l’80% della regione.
Le ambizioni di Putin sono chiare: il presidente russo mira a mantenere il controllo sulle quattro regioni di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia, annesse tramite referendum illegali nel settembre 2022. In parallelo, la politica interna ucraina è turbata da uno scandalo che coinvolge diversi dirigenti delle compagnie energetiche, accusati di aver ricevuto tangenti per un totale di 100 milioni di dollari. Tra gli accusati c’è il noto imprenditore Timur Mindich, ex collaboratore di Zelensky, che ora invita a «fare pulizia» in un momento in cui il Paese affronta gravissimi problemi energetici a causa dei bombardamenti russi.