Pontedera (Pisa), 7 aprile 2026 – La pietà, intesa come fondamentale valore umano, è oggi in pericolo, ha affermato il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), durante l’apertura del festival “Ponte di Parole” al teatro Era di Pontedera. Nell’intervento, Zuppi ha sottolineato l’importanza dell’umanità nel concedere aiuto a chi soffre, un principio che ha radici nella civiltà e nella cultura cristiana. La riflessione si è svolta di fronte alla scultura ‘Pietà’ dell’artista Filippo Tincolini, che ritrae una donna palestinese che tiene in braccio un bambino avvolto in un sudario, riporta Attuale.
Zuppi: “La pietà mette al centro l’umanità”
“Quando muore la pietà siamo messi male”, ha dichiarato Zuppi, evidenziando come questa emozione rappresenti il centro dell’umanità. Ha raccontato l’esperienza di Rachel, madre di un ostaggio israeliano ucciso da Hamas, che a Gerusalemme gli ha detto: “Non c’è una gara fra i dolori. Tutti soffrono. Non voglio che la mia afflizione ne provochi altra ad altri”. “Questo è l’atteggiamento che dobbiamo avere”, ha ribadito il cardinale, distinguendo tra buona volontà e vera pietà.
Zuppi ha anche criticato l’uso del nome di Dio da parte dei potenti per giustificare guerre e violenze. “In passato, abbiamo invocato Dio per motivare azioni terribili”, ha commentato, richiamando l’appello di Papa Benedetto XV nel 1917 per pregare per la pace piuttosto che per la vittoria. “Dio non può essere arruolato per fini oscuri”, ha avvertito Zuppi, citando il Papa Leone XIV, che ha condannato le guerre imperialiste e le ha definite sanguinose.
Il cardinale ha sollevato la questione dell’indifferenza verso le sofferenze altrui nell’era moderna: “Siamo bombardati di immagini, ma non le salviamo nel cuore”, ha detto, indicando come la nostra percezione della realtà sia distorta dalla tecnologia e dai media. “Se abdichiamo al diritto di cercare soluzioni nei conflitti, ciò che rimane è la guerra”, ha avvertito, sottolineando la necessità di riscoprire la comunità umana e l’appartenenza reciproca. “La pietà deve guidarci verso un futuro di pace”, ha concluso.