Uranio arricchito al 60%: l’allerta Aiea e la vicinanza dell’Iran alla costruzione della bomba atomica

20.06.2025 07:25
Uranio arricchito al 60%: l'allerta Aiea e la vicinanza dell'Iran alla costruzione della bomba atomica

DAL NOSTRO INVIATO
BEIRUT – Siamo ormai abituati alla strategia della propaganda bellica. La questione delle «armi di distruzione di massa» che Saddam Hussein avrebbe avuto pronte per colpire il resto del mondo è ben documentata. La giustificazione per l’invasione di Baghdad nel 2003 si basava su informazioni mai confermate, rivelando che chi forniva tali notizie era consapevole dell’inganno, come evidenziato nel Rapporto Chilcot del 2016. Ora, la questione della Bomba iraniana potrebbe diventare un altro caso emblematico, riporta Attuale.

L’ossessione di Bibi

L’ansia del premier israeliano Bibi Netanyahu riguardo al nucleare iraniano è nota. Ha affermato che l’Iran potrebbe sviluppare un’arma atomica in breve tempo. Tuttavia, negli ultimi due decenni, i suoi allarmi si sono succeduti: dieci anni fa dichiarava che l’Iran era a poche settimane dall’arsenale nucleare, e queste preoccupazioni si sono ripetute a intervalli regolari con affermazioni sempre più allarmistiche.

Donald ci ripensa

Nel 2015, Teheran aveva firmato un accordo (JCPOA) con le potenze globali, garantendo l’accesso agli ispettori dell’AIEA e limitando l’arricchimento dell’uranio. Tuttavia, nel 2018, il presidente americano Donald Trump ha abbandonato unilateralmente quest’accordo, definito “il più pessimo mai firmato”. Nonostante le richieste di Teheran affinché l’Europa rimanesse coinvolta, la situazione si è deteriorata e dal 2024 i colloqui tra Stati Uniti e Iran sono ripresi, solo per interrompersi nuovamente sotto pressione.

Teheran ha rispettato gli impegni formali dell’accordo, e non ha violato i termini stabiliti fino al ritiro degli Stati Uniti. Inoltre, l’Iran ha denunciato il doppio standard praticato a livello internazionale, dato che Israele non è sottoposto ai controlli internazionali e possiede presumibilmente un gran numero di testate nucleari. In un contesto contraddittorio, l’AIEA ha confermato che l’Iran non ha attualmente in corso progetti per sviluppare un’arma nucleare, malgrado sia stato riportato che ha arricchito uranio a livelli preoccupanti.

Casus belli

Il 12 giugno scorso, un rapporto dell’AIEA ha rivelato che l’Iran non ha comunicato all’Agenzia informazioni cruciali, sollevando allarmi inaspettati. Di conseguenza, Israele ha condotto attacchi subito dopo, dicendo che la mancanza di trasparenza giustificava tali azioni. Il direttore dell’agenzia, Rafael Grossi, ha specificato che non esistono prove di un attivo programma nucleare in atto.

Il 16 giugno, Trump ha minimizzato le preoccupazioni espresse dai suoi stessi servizi segreti, affermando che l’Iran è vicino a sviluppare una bomba atomica, un’affermazione condivisa da vari leader internazionali senza alcuna considerazione per il diritto internazionale.

Fatti e politica

Le evidenze reali indicano che, sebbene l’Iran non possieda una bomba nucleare, ha comunque arricchito uranio in quantità sufficienti per produrla in futuro. La tensione tra Israele e Iran resta elevata, con Netanyahu che continua a lanciare attacchi mirati e a giocare il suo ruolo nei conflitti regionali. Queste dinamiche geopolitiche illustrano una crescente spirale di ostilità e una riduzione del rispetto per le norme internazionali, in un contesto dove la forza sembra predominare sulla diplomazia.

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