Nuove tattiche missilistiche iraniane e il budget per la difesa: l’evoluzione del conflitto

21.06.2025 00:31
Nuove tattiche missilistiche iraniane e il budget per la difesa: l'evoluzione del conflitto

Lo scambio di colpi continua in tutti i «teatri» e Tel Aviv sottolinea che la campagna è lungi dall’essere conclusa. Un drone avrebbe eliminato un ulteriore scienziato iraniano a Teheran. Secondo alcune fonti, l’uomo aveva lasciato la sua residenza per trasferirsi in un alloggio ritenuto sicuro dai pasdaran, ma è stato localizzato. È l’ennesima vittima nella serie di omicidi mirati orchestrati da IDF e Mossad durante l’Operazione Narnia. L’intelligence militare ha predisposto un elenco di ricercatori, suddividendoli in almeno quattro categorie, e all’avvio di Rising Lion ha inserito gli scienziati tra i bersagli prioritari, con un saldo di almeno 15 eliminazioni, riporta Attuale.

Attacchi

L’Aviazione israeliana ha eseguito raid nel centro e nella parte occidentale dell’Iran, colpendo obiettivi come il ministero dell’Interno, impianti dell’industria militare e lanciatori. Gli iraniani hanno risposto lanciando decine di missili fin dal mattino, riuscendo a compromettere le difese. Colpi hanno interessato la sede Microsoft a Beersheva, accusata di collaborare con l’intelligence, e la zona del porto di Haifa, base della Marina, insieme ad aree abitate. I “artiglieri” potrebbero utilizzare come punti di lancio installazioni nell’Est, non ancora coinvolte nell’offensiva, e una rete di silos. La loro capacità di superare le difese suggerisce un adattamento a nuove tattiche, come evidenziato dalla modifica di alcune testate che comprendono submunizioni rilasciate in quota.

Le opzioni

La presunta “pausa” di due settimane di Donald Trump ha ampliato le possibilità e le alternative. Alcuni sospettano si tratti di una strategia per ingannare i mullah, mentre altri credono che sia un’opportunità per permettere a Israele di proseguire nel debilitare l’avversario e ridurre i rischi, nel caso in cui l’Air Force decidesse di intervenire. È plausibile che la flotta di velivoli rifornitori, che conta circa una trentina di aerei, sia già in supporto degli aerei israeliani. Inoltre, il Pentagono attende l’arrivo della terza portaerei nella regione. I media statunitensi hanno riportato analisi su possibili manovre che Tel Aviv potrebbe attuare contro siti nucleari e laboratori nei bunker, suggerendo strategie per neutralizzare i sistemi elettrici, compromettendo così la funzionalità delle centrifughe. Inoltre, potrebbero essere previsti raid volti a bloccare l’accesso alle gallerie causando crolli esterni. È stato osservato che alcuni rifugi hanno ingressi rinforzati con parapetti e curve per ostacolare le incursioni. Il Wall Street Journal ha esaminato le spese di Israele, rivelando cifre significative; la spesa per difendersi da missili e droni varia dai 10 ai 200 milioni di dollari al giorno, mentre il budget per i raid si attesta a 400 milioni. Nel dettaglio, un intercettore Arrow 3 costa 4 milioni, mentre la versione più vecchia 2 milioni; due colpi della Fionda di David costano 700 mila dollari, e un’ora di volo di un F-35 circa 10 mila dollari.

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