In una Roma infuocata, si svolgono i cortei per la pace, tra i quali quelli più radicali, organizzati da Potere al Popolo, Usb e studenti palestinesi, si scagliano contro Elly Schlein e Ursula von der Leyen, definite “soldatesse di guerra”. Contestano anche Meloni e il suo governo, mentre un altro corteo, promosso da M5s e Avs e caratterizzato dalla presenza di esponenti del Pd, gode della sorprendente “benedizione” di Pietro Parolin. Il cardinale ha affermato che è “positivo che ci sia una mobilitazione generale per evitarela corsa al riarmo“, sostenendo così chi promuove un approccio opposto, sia in Europa che all’interno del governo. Un’affermazione che ha sicuramente sorpreso Palazzo Chigi, anche se la posizione vaticana su questa problematica era nota da tempo, riporta Attuale.
Ieri, in piazza, erano presenti oltre 400 associazioni e decine di migliaia di cittadini, intenti a dire no al riarmo con lo sguardo rivolto a Gaza e al nuovo fronte in Iran. Sventolavano bandiere palestinesi e della pace, accompagnate da cori antisionisti e dalla famosa canzone “Bella Ciao”. Il panorama politico era rappresentato da M5s e Avs, con la partecipazione del leader Giuseppe Conte, di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Il Pd, invece, non è intervenuto ufficialmente, anche se alcuni deputati come Arturo Scotto e Paolo Ciani, e europarlamentari come Cecilia Strada, Marco Tarquinio e Sandro Ruotolo erano presenti, insieme al capogruppo Pd in Regione Lazio, Mario Ciarla. Assente la segretaria dem, Elly Schlein, che aveva lasciato libertà di scelta e si trovava ufficialmente in Olanda al congresso di GroenLinks (Sinistra Verde) e del PvdA (Partito del Lavoro). Sebbene ci siano differenze nelle posizioni sulla difesa, Pd, M5s e Avs hanno ritrovato compattezza riguardo a Gaza, culminando nella presentazione di una mozione unitaria per chiedere la revoca della collaborazione militare con Israele, firmata dai leader.
Questo evento rappresenta un segno di unità nel campo largo, nonostante la contraddizione mostrata dal Pd, che non ha aderito alla manifestazione, aspetto non enfatizzato da Conte: “Non chiedete a me di spiegare, rivolgete le vostre domande al Pd. Io non mi intrometto in questioni altrui. È fondamentale che queste battaglie siano considerate di grande importanza e abbiamo esteso il nostro respiro a livello europeo. Inoltre, abbiamo firmato una mozione unitaria e il Pd era presente. È importante sottolineare i progressi congiunti che abbiamo compiuto”. Fratoianni ha aggiunto: “Non dobbiamo discutere su chi è presente o meno. Oggi, quello che conta è che la piazza è piena di persone che affermano con forza, dignità e chiarezza che sono contro il riarmo, la guerra e il genocidio”. Conte ha sottolineato che il “popolo” è quello che dice no al riarmo, rappresentando “la stragrande maggioranza” degli italiani. “Questa mobilitazione ha un precedente: il 5 aprile, quando centomila persone hanno proclamato il loro no al riarmo e continuano a farlo oggi. È irrazionale contribuire all’escalation militare mentre i fondi per il welfare vengono tagliati”. Inoltre, il leader del M5s ha rilanciato l’appuntamento all’Aja del 24 giugno, in concomitanza con il vertice della Nato: “Creeremo, insieme ad altri leader delle forze europee che condividono questa nostra visione, un confronto permanente e una rete per contrastare sul piano politico europeo e internazionale questa corsa al riarmo“.
Pertanto, la mozione unitaria è anche un modo per mantenere alta l’attenzione su Gaza. Conte ha dichiarato: “Diciamo di no al genocidio in atto a Gaza e non ci lasciamo distrarre dagli attacchi che il criminale Netanyahu sta conducendo in Iran”. Infine, Angelo Bonelli ha lanciato un’accusa al governo Meloni: “Ha umiliato l’Italia. Non c’è più una politica estera autonoma, ma si segue linee imposte da Trump e Netanyahu. È inaccettabile la nostra complicità rispetto al dramma e alla pulizia etnica in atto a Gaza“.