In Georgia, tre leader dell’opposizione condannati a pene detentive e interdizione dai pubblici uffici

23.06.2025 21:05
In Georgia, tre leader dell'opposizione condannati a pene detentive e interdizione dai pubblici uffici

Condanne per i leader dell’opposizione in Georgia

Lunedì, un tribunale nella capitale georgiana Tbilisi ha inflitto pene detentive da sette a otto mesi a tre figure chiave dell’opposizione, correlate al partito Sogno Georgiano, noto per la sua affiliazione filorussa e per il suo regime autoritario che governa il paese dal 2012. La condanna è stata imposta dopo che tutti i tre leader si erano rifiutati di testimoniare in una commissione parlamentare, concepita dal partito per scacciare il partito dell’ex presidente Mikheil Saakashvili, colpito da una condanna di oltre dieci anni di carcere, contestata sia da esponenti dell’opposizione che da vari organismi internazionali, i quali la considerano di natura politica. L’opposizione ha denunciato che il governo sia responsabile di brogli durante le elezioni dell’ottobre precedente e ha indetto un boicottaggio della sessione attuale del Parlamento, riporta Attuale.

I due leader del partito di opposizione Lelo, Mamuka Khazaradze e Badri Japaridze, sono stati condannati a otto mesi, mentre Zurab Japaridze, presidente di Girchi e parte della Coalizione per il cambiamento, ha ricevuto una pena di sette mesi. Khazaradze è noto come uno dei fondatori della TBC Bank, che rappresenta una delle istituzioni bancarie più rilevanti del paese; Zurab Japaridze, che non è imparentato con Badri Japaridze, era già in detenzione preventiva dal 22 maggio. Inoltre, il tribunale ha imposto a tutti e tre un divieto di occupare posti pubblici per un periodo di due anni.

In Georgia, il non presentarsi a una convocazione di una commissione parlamentare d’inchiesta è considerato un reato, sanzionabile con una pena detentiva fino a un anno. Attualmente, Nika Gvaramia, ex ministro della Giustizia e dell’Istruzione, e Nika Melia, anch’esso un leader dell’opposizione, sono anch’essi in detenzione preventiva per accuse simili.

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