Cattolici e liberali: l’affollato centro premia le correnti dem

03.07.2025 01:55
Cattolici e liberali: l'affollato centro premia le correnti dem

La Politica Italiana: La Lotta per il Centro e le Prossime Elezioni

Roma, 3 luglio 2025 – Che cosa significa “centrare” in un Paese caratterizzato da un bipolarismo sincero fin dal sorgere della Repubblica e, ancor di più, dal 18 aprile 1948? Negli ultimi trent’anni, all’interno di un contesto di bipolarismo formale e sostanziale, il tentativo di conquistare il centro sociale e politico degli elettori è stato il fulcro delle sfide politiche di governo. Questo è valso per Silvio Berlusconi e Romano Prodi, ma è stato fondamentale anche con la nascita del Movimento 5 Stelle e la Lega, che hanno quasi stravolto l’assetto bipolare con il loro populismo e, successivamente, con il successo di Giorgia Meloni, che ha riunito le forze della destra, facendo notevoli concessioni al moderatismo di Forza Italia e del Ppe. Ora, la partita si ripropone con le elezioni regionali in autunno alle porte, insieme alle imminenti politiche, riporta Attuale.

Forza Italia è destinata a vincere, questo appare chiaro. Con la scomparsa di Berlusconi, il partito guidato da Antonio Tajani si è consolidato come una forza moderata e europeista all’interno del centrodestra, capace di attenuarne gli estremismi. È un punto di riferimento per il centro sociale che comprende professionisti, imprenditori e intelligentsia liberale. Non sorprende quindi che si trovi in competizione con il Pd sui temi del liberalismo economico e del riarmo, sia in Europa che in Italia, oltre che su libertà civili e garantismo. A questo si aggiungono i Noi Moderati, che rendono la rappresentanza centrista nel centrodestra più incisiva rispetto al centrosinistra, che non riesce a soddisfare alcune istanze più clericali, dall’anti-abortismo alla riluttanza nei confronti del fine vita, più riscontrabili nel centrodestra.

In mancanza di una componente centrista cattolico-moderata, il centrosinistra rischia di perdere competitività alle prossime elezioni politiche. Questo è il timore degli ex democristiani del Pd, come Dario Franceschini, e degli ex comunisti come Goffredo Bettini, insieme ai molti riformisti laici e cattolici all’interno del partito. Tuttavia, il problema risiede proprio nel fatto che questi esponenti fanno già parte del partito del Nazareno. Nonostante le manovre di aggregazione proposte – come quella recente da parte di Scelta cristiano popolare, che si orienta verso destra – c’è il rischio che queste iniziative finiscano per sottrarre voti al Pd anziché ampliarlo. Inoltre, è discutibile se i promotori siano disposti a sacrificare un seggio sicuro nel Pd per uno incerto nelle liste centriste.

Infatti, la vera questione riguarda la creazione di una lista centrista che possa effettivamente accumulate voti. Attualmente, sembra che i trasferimenti riguardino principalmente il Pd, ad eccezione di Italia Viva e Azione. Il partito di Matteo Renzi si è oramai allineato al fronte dem, considerando l’ipotesi di poche candidature indipendenti sotto l’egida del Nazareno. Al contrario, Azione ha scelto di mantenere una posizione ferma. Infatti, ha deciso di uscire dalla coalizione marchigiana guidata dal dem Matteo Ricci, e considerando la loro avversione ai 5 Stelle, è probabile che gli elettori di Azione scelgano il candidato uscente Francesco Acquaroli, come fatto dai renziani per Matteo Bucci in Liguria, “fregando” Andrea Orlando, anche se l’ex sindaco di Pesaro rimane un candidato forte.

In prospettiva, la possibile riforma elettorale potrebbe introdurre vincoli di coalizione nazionali. Escludendo la concorrenza nei collegi, Meloni potrebbe trarre vantaggio dalla permanenza di una presenza centrista, sebbene ridotta.

1 Comment

  1. In conclusione, la competizione per il centro politico in Italia continua a rappresentare una sfida cruciale con le prossime elezioni. Mentre Forza Italia si consolida come forza moderata nel centrodestra, il centrosinistra rischia di perdere terreno a causa di una mancanza di una rappresentanza centrista forte e coesa. Le dinamiche tra i vari partiti, tra cui il Pd, Italia Viva e Azione, indicano una frammentazione che potrebbe influenzare significativamente i risultati elettorali. Ancora una volta, la capacità di attrarre il voto centrista sarà determinante per il successo politico, mentre la questione della riforma elettorale potrebbe ridefinire ulteriormente scenari e alleanze.

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