Il concerto controverso alla Reggia di Caserta: il richiamo di Giuli al direttore filo-Putin

15.07.2025 22:55
Il concerto controverso alla Reggia di Caserta: il richiamo di Giuli al direttore filo-Putin

Caserta, 15 luglio 2025 – L’orchestra e il suo direttore non sono ancora saliti sul palco della Reggia di Caserta, ma già si fa sentire lo scontro politico tra supporter di Putin e pro Kiev convinti. Il cuore della contesa riguarda la partecipazione del controverso direttore d’orchestra russo Valery Gergiev, 72 anni, accusato da molte parti di appoggiare le azioni di Vladimir Putin, alla rassegna Un’Estate da Re, organizzata dalla Regione Campania. Il concerto è fissato per il 27 luglio, ma la sua realizzazione rimane incerta. «, riporta Attuale.

La retorica contraria alla sua presenza si è intensificata, specialmente dopo le dichiarazioni della vedova del dissidente russo Aleksej Navalny e il dibattito infuocato all’interno del Partito Democratico campano. Da un lato, la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, si oppone a Gergiev in nome del totale supporto a Kiev; dall’altro, c’è il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, fautore dell’evento controverso. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha dichiarato: “L’arte è libera e non può essere censurata. Tuttavia, la propaganda, anche se realizzata con talento, è un’altra questione. Per questo, il concerto di Gergiev, amico di Putin, sponsorizzato dalla Regione Campania, potrebbe trasmettere un messaggio inappropriato.” Si suggerisce quindi di non interrompere l’evento, ma anche di aspettarsi che non si svolga.

In un articolo su Repubblica, Julija Navalnaja elogia la coerenza dell’Italia nel sostenere Kiev sin dall’inizio dell’invasione russa e si chiede: “Come può, nell’estate del 2025, tre anni dopo l’inizio del conflitto in Ucraina, Valerij Gergiev, complice di Putin e sotto sanzioni di diversi Paesi, essere stato invitato in Italia per un festival?”. Sebbene Navalnaja riconosca il talento del maestro, avverte che grandi artisti possono “mascherare regimi crudeli e disumani”. Il team di Navalny ha calcolato che Gergiev possieda in Italia un patrimonio immobiliare stimato in 100 milioni di euro. Già nel 2022, l’artista non partecipò a un concerto alla Scala per non aver condannato pubblicamente l’occupazione dell’Ucraina, contrariamente al suo connazionale Semyon Bychkov, direttore musicale della Filarmonica di Praga. Gergiev non ha mai apertamente appoggiato l’invasione, ma ha espresso più volte il suo rispetto per Putin. Dal 2023 è direttore generale del Bolshoi, succedendo a Vladimir Urin, rimosso dopo aver firmato una lettera di intellettuali contro il conflitto.

Per ora, De Luca rimane fermo nella sua posizione. Anche la Lega si oppone a cambiamenti nel programma a Caserta, evidenziando le frizioni all’interno della maggioranza sul tema Ucraina. De Luca, che considera “Putin colpevole” della guerra, rifiuta “logiche di esclusione”, in quanto generano odio e allontanano la pace, in un contesto dove, sottolinea, Stati Uniti e Francia hanno ripreso i contatti con Putin. La musica dovrebbe essere il mezzo di comunicazione, ma in tempi di conflitto, l’arte come strumento di pace trova difficoltà a emergere come un’armonia condivisa. Le divergenze agitano continuamente partiti e coscienze.

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