Fuga in Spagna dopo la strage di Corinaldo

18.07.2025 06:55
Fuga in Spagna dopo la strage di Corinaldo

Fuga e Cattura di Andrea Cavallari: I Dettagli

Aveva progettato ogni dettaglio della sua evasione. Munito di un documento falso, ha viaggiato prima con un’auto e poi utilizzando taxi privati fino a raggiungere Barcellona. Qui, si spostava costantemente tra diversi alberghi, ignaro del fatto che da giorni era stato tracciato e ‘tradito’ proprio da quel documento, il cui nome era Antonio Saitta, oltre che dalla carta di credito e dalle telecamere di sorveglianza: gli investigatori monitoravano ogni suo passo, aspettando l’occasione propizia per prenderlo. Questo è avvenuto ieri mattina, quando la sua fuga di Andrea Cavallari, 26enne proveniente da Bomporto (Modena), si è conclusa alle 10.45, davanti a un hotel di Lloret de Mar, vicino a Barcellona. Cavallari era evaso dopo la discussione della sua tesi di laurea in legge all’Università di Bologna, era infatti in custodia presso il carcere della Dozza, dove stava scontando una condanna a 11 anni e 10 mesi per la strage di Corinaldo (Ancona), avvenuta la notte dell’8 dicembre 2018, quando la band di criminali con spray urticante provocò panico in una discoteca, causando la morte di sei persone, tra cui cinque adolescenti e una madre di quattro figli, riporta Attuale.

Il 3 luglio, Cavallari ha trascorso un pranzo con i familiari per celebrare il suo traguardo accademico, poi è scomparso nel centro storico. Ha ottenuto un permesso di necessità dal magistrato di sorveglianza di Bologna, il quale non prevedeva la presenza di un servizio di scorta. Doveva rientrare in carcere alle 18, ma quel pomeriggio iniziava la sua fuga, che è durata due settimane.

La cattura di ieri, avvenuta vicino a Barcellona, è stata possibile grazie al lavoro incessante degli agenti, che hanno collaborato giorno e notte. In particolare, il Nucleo investigativo regionale della polizia penitenziaria, sotto la guida del comandante facente funzione Giuseppe Ciuffreda, ha operato in sinergia con il Servizio centrale e con il Nucleo investigativo dei carabinieri di Bologna e Ancona. La Procura di Bologna, in collaborazione con quella di Ancona, ha aperto un’inchiesta per evasione e sta indagando anche su eventuali complici, credendo che la rete di supporto per Cavallari sia molto più ampia di quanto si immagini.

Gli investigatori hanno redatto ‘schede operative’ contenenti i dati principali, come il nome falso e la foto dell’evaso. Quando è stato arrestato, aveva con sé banconote false e, secondo le fonti, anche un paio di telefoni cellulari. Una delle prime conferme sulla sua posizione è giunta dall’uso della carta di credito, il 13 luglio, in un albergo dove Cavallari ha effettuato vari acquisti, senza esitazioni, spendendo in ristoranti e per souvenir. L’allerta relativa all’uso della carta, intestata a Saitta, ha attivato un incrocio di dati tra i video delle telecamere di sorveglianza degli hotel e il numero di telefono registrato: la Udyco, unità specializzata nella cattura di fuggitivi, è così entrata in azione e la zona è stata isolata. Da quel momento, Cavallari è rimasto costantemente sotto monitoraggio fino alla cattura, avvenuta ieri mattina.

Adesso, le forze dell’ordine spagnole stanno effettuando perquisizioni nei vari luoghi in cui Cavallari ha soggiornato, mentre si cerca una soluzione rapida per il suo rimpatrio. “Le procedure per l’estradizione non richiederanno molto tempo e presto lo riporteremo dove deve essere, in un carcere italiano,” ha commentato il procuratore generale della Corte d’Appello di Ancona, Roberto Rossi. “Siamo sollevati nel sapere che sta bene”, ha aggiunto il patrigno Marco Montanari, “ma io non lo incontrerò quando tornerà in Italia.”

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