Il Maga sostiene Trump: «La lettera del Wall Street Journal è un evidente falso», anche Musk concorda

19.07.2025 20:05
Il Maga sostiene Trump: «La lettera del Wall Street Journal è un evidente falso», anche Musk concorda

Il dibattito su Trump e il suo movimento

Mentre i media statunitensi analizzano la frattura tra Trump e il suo movimento Maga, gli influencer pro-Trump come Laura Loomer e Charlie Kirk, che avevano espresso preoccupazione per la mancanza di trasparenza dell’attuale governo riguardo al caso Epstein, sembrano aver cambiato rotta. Dichiarando come “evidente falsità” una lettera attribuita al Wall Street Journal, tornano a focalizzarsi sulle presunte cospirazioni orchestrate dai Democratici e dai media. Trump ha paragonato “la truffa di Epstein” a “quella del Russiagate”, attribuendone la responsabilità ai suoi avversari politici, nonostante le teorie sul legame tra Epstein e il “Deep State” siano state in gran parte promosse dalla destra.», riporta Attuale.

Le affermazioni di Tulsi Gabbard

Recentemente, Tulsi Gabbard, ex direttrice dell’intelligence nazionale, ha pubblicato 114 pagine di email per dimostrare che il Consiglio di Sicurezza Nazionale di Obama avrebbe “manipolato” informazioni chiave con l’intento di attribuire le interferenze russe alla vittoria di Trump alle elezioni del 2016. Ha definito questa manovra come “una cospirazione sovversiva” in un’intervista su Fox News. Tuttavia, Mark Warner, senatore democratico, ha contestato le affermazioni di Gabbard, accusandola di travisare i fatti e sostenendo che esiste una “conclusione bipartisan” rispetto alle interferenze russe a favore di Trump.

I retroscena del caso Epstein

Il partito democratico è in costante osservazione sulla vicenda Epstein. Anche se l’amministrazione Trump cerca di desecretare documenti “pertinenti”, i Democratici sostengono che non emergeranno mai notizie compromettenti per Trump. Dick Durbin, senatore della Commissione Giustizia, ha riferito che è stato chiesto a mille agenti dell’FBI di segnalare se durante la revisione dei file fosse emerso il nome del presidente attuale. In risposta, Trump ha affermato sui social che anche in caso di collaborazione dei tribunali, non basterà a placare i cosiddetti “lunatici della sinistra radicale”. Nella redazione del Wall Street Journal, la pubblicazione dell’articolo-inchiesta ha suscitato entusiasmo, mentre le fonti vicine a Trump hanno dichiarato a Politico che l’intervento del giornale, osteggiato dai Maga, è stato visto come una fonte di sollievo.

Bannon e le cospirazioni

Steve Bannon ha garantito di voler riportare l’unità tra i sostenitori divisi sul caso Epstein. Nel suo programma online, interrogandosi sugli ospiti, ha parlato della “più grande cospirazione della storia americana”, non riguardo a Epstein, ma alle rivelazioni di Gabbard. Su social media, Loomer ha speculato su una possibile incriminazione di Obama e ha immaginato un appello all’immunità presidenziale. Bannon, nel frattempo, continua a insistere sulla necessità di un procuratore speciale dedicato al caso Epstein. Ha avuto interviste con Epstein prima del suo arresto nel 2019 e ha reso noto la sua intenzione di pubblicare il documentario relativo. In un teaser del 2021, Bannon accusava Epstein di “azioni depravate contro giovani donne”, sottolineando che è necessario fare nomi e che le “élite globali” e i “servizi di intelligence” sono implicati nella storia di Epstein.

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