Federico Pella si dimette da J+S: “L’azienda non è coinvolta nei fatti contestati”

22.07.2025 11:55
Federico Pella si dimette da J+S: “L’azienda non è coinvolta nei fatti contestati”

Milano, 22 luglio 2025 – L’architetto Federico Pella ha presentato le sue dimissioni da qualsiasi carica alla J+S, accettate dalla società nel contesto di un’indagine in corso avviata dalla Procura di Milano che ha sconvolto l’urbanistica a Milano, riporta Attuale.

Questo sviluppo segue le dimissioni, avvenute ieri, dell’assessore alla Rigenerazione Urbana Giancarlo Tancredi. Contrariamente a lui, il sindaco Giuseppe Sala rimane in carica, sostenendo durante una recente seduta del Consiglio comunale di avere le mani pulite.

La situazione è divenuta critica a causa delle indagini della Procura che hanno causato una reshuffle significativo nella gestione politica milanese. La società J+S dichiara di essere “del tutto estranea ai fatti oggetto delle indagini” e mantiene che le sue operazioni siano sempre state conformi alla legalità. In un’ottica di massima trasparenza, l’impresa ha avviato una revisione straordinaria dei suoi Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo, potenziando competenze e poteri dell’Organismo di Vigilanza interno.

Nel contempo, la società è impegnata a collaborare pienamente con le Autorità, sicura che l’integrità aziendale emergerà durante il procedimento legale. L’impresa confida nella giustizia per una rapida risoluzione della situazione, mantenendo la propria operatività su tutte le divisioni con una struttura tecnica autonoma e una cultura aziendale forte sui principi di responsabilità e legalità. Il legale designato per la difesa è l’avvocato Luca Lupària Donati.

I bonifici: l’indagine

Parallelamente, l’indagine continua a concentrarsi su bonifici senza causale che hanno coinvolto conti del presidente della Commissione Paesaggio, Giuseppe Marinoni. Diversi pagamenti, per un totale di 6,5 milioni, sono stati registrati su conti di società legate al gruppo Bluestone, sotto la direzione di Andrea Bezziccheri.

Gli indagati

Questi dettagli emergono dalle carte dell’inchiesta, spingendo i pubblici ministeri Marina Petruzzella, Paolo Filippini, e Mauro Clerici, con l’aggiunto Tiziana Siciliano, a richiedere l’arresto in carcere di Marinoni e del suo vice Alessandro Scandurra, nonché di Bezziccheri e dell’imprenditore Federico Pella. Si richiedono i domiciliari per l’assessore Giancarlo Tancredi, le cui dimissioni influenzeranno le esigenze cautelari, e per il presidente di Coima, Manfredi Catella.

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