Slovacchia abbandona Rosatom: accordo da 15 miliardi con gli Stati Uniti per nuova centrale nucleare

24.07.2025 12:50
Slovacchia abbandona Rosatom: accordo da 15 miliardi con gli Stati Uniti per nuova centrale nucleare
Slovacchia abbandona Rosatom: accordo da 15 miliardi con gli Stati Uniti per nuova centrale nucleare

La Slovacchia compie una svolta strategica nel settore energetico, allontanandosi dalla dipendenza dalla Russia. Il primo ministro Robert Fico si prepara a firmare a Washington un accordo intergovernativo con gli Stati Uniti per la costruzione di un nuovo reattore nucleare da 12-15 miliardi di dollari presso la centrale di Jaslovské Bohunice. Il contratto sarà affidato direttamente alla società americana Westinghouse, senza gara pubblica e senza coinvolgimento della russa Rosatom, esclusa dalla procedura decisionale del governo di Bratislava.

Washington riceverà Fico: svolta per la sicurezza energetica della Slovacchia

Il viaggio ufficiale di Fico negli Stati Uniti avverrà nei prossimi giorni, segnando la prima visita di un leader della Visegrád presso il presidente Donald Trump. La firma del nuovo accordo nucleare rafforza la cooperazione strategica tra Slovacchia e USA e rappresenta una tappa decisiva verso l’indipendenza energetica slovacca. L’intesa è stata già approvata a livello nazionale e dovrà ora essere esaminata dalla Commissione europea prima di entrare in vigore.

Attualmente, la Slovacchia genera circa il 50% della propria elettricità grazie a cinque reattori di tipo sovietico VVER-440 in funzione presso le centrali di Bohunice e Mochovce. Questi impianti utilizzano ancora combustibile fornito da Rosatom, ma il governo ha avviato una transizione che porterà all’abbandono completo della fornitura russa.

Ragioni strategiche dietro l’esclusione di Rosatom

Secondo la ministra dell’Economia, Denisa Saková, la decisione di affidarsi a Westinghouse risponde a una valutazione di sicurezza nazionale. La fornitura di combustibile nucleare da parte della Russia è considerata un rischio geopolitico, soprattutto nel contesto della guerra contro l’Ucraina. Saková ha sottolineato che la Francia dispone di capacità produttive limitate e la Corea del Sud, seppur alternativa, necessita comunque della licenza di Westinghouse per operare sui reattori VVER.

L’esclusione di Rosatom si inserisce in un quadro più ampio di riduzione della dipendenza energetica dalla Russia. Mosca è accusata di usare l’energia come arma geopolitica, esercitando pressioni politiche tramite forniture selettive o interruzioni mirate. Il rafforzamento della diversificazione energetica è dunque parte integrante della strategia europea di contenimento dell’influenza russa nei settori critici.

Verso una maggiore integrazione con la strategia energetica europea

L’accordo con Westinghouse rappresenta non solo un passo avanti per la Slovacchia, ma anche un segnale politico chiaro da parte di un paese membro dell’UE: l’integrazione nella strategia energetica occidentale e il sostegno alla sicurezza collettiva. La scelta di Bratislava è coerente con la linea di isolamento economico e tecnologico adottata dall’Unione europea nei confronti della Russia in risposta alla sua aggressione contro l’Ucraina.

Nel contesto attuale, il combustibile nucleare russo è percepito come un potenziale veicolo di ricatto o sabotaggio. La Slovacchia, fortemente dipendente dall’energia nucleare, deve quindi proteggere le proprie forniture da interferenze esterne. Come dimostrato dall’esperienza ucraina, dove Mosca ha colpito ripetutamente le infrastrutture energetiche, la sicurezza dell’approvvigionamento è una questione di sopravvivenza nazionale.

Tagliando i legami con Rosatom, Bratislava rafforza la propria sovranità

Il passo compiuto dal governo Fico si inserisce in una logica di rafforzamento dell’autonomia energetica e politica. Allo stesso tempo, dimostra l’allineamento della Slovacchia con gli sforzi europei per proteggere la sicurezza, la democrazia e il mercato unico da influenze ostili. In un’Europa che cerca di affrancarsi dalla pressione russa nel settore energetico, la decisione di Bratislava assume un valore strategico per l’intera regione.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere