Carla Zambelli, l’ex alleata di Bolsonaro tra armi e complotti

31.07.2025 16:15
Carla Zambelli, l'ex alleata di Bolsonaro tra armi e complotti

La controversa figura di Carla Zambelli

Carla Zambelli si definisce «una perseguitata politica», un’affermazione che riprende la difesa utilizzata da Jair Bolsonaro, l’ex presidente del Brasile, con il quale è stata a lungo associata. Tuttavia, Bolsonaro ha rapidamente preso le distanze da lei quando è diventata un carico scomodo. Figura di spicco del Partito liberale e una delle deputate più votate nel Paese nel 2022 (il suo mandato è stato revocato dal Tribunale elettorale di San Paolo), Zambelli è fuggita prima a Miami e poi in Italia, sua seconda “patria” per via delle origini paterne, per sfuggire a un arresto che è seguito alla sua condanna a dieci anni di carcere per hackeraggio ai danni del sistema informatico del Consiglio nazionale di giustizia, riporta Attuale.

Esponente della destra populista e radicale, la 44enne Zambelli non risparmia parole forti e provocatorie. Nata il 3 luglio 1980 a Ribeirão Preto, nello stato di San Paolo, ha fondato nel 2015 il movimento “Nas Ruas”, che ha guidato le manifestazioni a favore dell’impeachment della presidente Dilma Rousseff. Tre anni dopo, è stata eletta deputata federale per San Paolo.

Tra le sue convinzioni spicca l’amore per le armi e la sua inclinazione monarchica, nonostante il Brasile sia una repubblica consolidata. Sposata con un agente delle forze speciali della polizia brasiliana, Zambelli è rimasta una sostenitrice fervente del clan Bolsonaro, esercitando una notevole influenza sui social e nelle campagne contro l’aborto a favore della «famiglia tradizionale». È stata più volte denunciata per diffamazione nei confronti dei suoi avversari politici ed è stata una sostenitrice attiva di teorie complottiste riguardanti il vaccino anti-Covid-19.

Nel 2022, Zambelli è diventata protagonista di un video virale che la mostrava mentre inseguiva un giornalista che, a suo dire, l’aveva molestata. Questa scena ha portato Bolsonaro a distanziarsi da lei, specialmente mentre cercava di attrarre l’ala centrista del suo partito. Successivamente alla sconfitta delle elezioni, Bolsonaro ha persino attribuito a Zambelli parte della responsabilità per la vittoria del suo avversario di sinistra, l’attuale presidente Lula. Zambelli, pur dichiarandosi «addolorata» per queste affermazioni, ha continuato a supportare Bolsonaro in modo sotterraneo.

Il caso di Zambelli è in mano al giudice Alexander de Morais, noto per la sua rigidità. I cinque giudici della prima sezione della Corte suprema brasiliana hanno considerato Zambelli colpevole di essere l'”autrice intellettuale” di un attacco informatico mirato a screditare il sistema giudiziario e fomentare atti antidemocratici nel Paese, proprio alla vigilia delle presidenziali del 2022. La sentenza prevede una multa di due milioni di reais (circa 315.000 euro) per danni morali collettivi, da corrispondere insieme all’hacker Walter Delgatti, implicato nell’attacco.

Attualmente, Carla Zambelli chiede asilo politico in Italia, dichiarando di essere affetta da depressione e da due sindromi rare. Vuole seguire dall’estero l’esempio del figlio di Jair Bolsonaro, Eduardo, che si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha persuaso la Casa Bianca ad applicare diverse sanzioni contro il giudice de Moraes. Il clima politico in Brasile è teso, con Lula che accusa vari esponenti, tra cui Zambelli, di tradimento nei confronti della patria. L’attuale situazione di Zambelli rappresenta l’epitome delle divisioni e delle tensioni politiche in corso nel paese carioca.

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