Il G7 autorizza la liberazione di 100 milioni di barili di petrolio
Il G7, sotto la presidenza di Emmanuel Macron, ha annunciato ieri la decisione di immettere sul mercato 100 milioni di barili di petrolio e di prodotti raffinati. L’iniziativa prevede che l’operazione sia completata entro quattro mesi, con un rilascio significativo di diesel previsto entro i prossimi venti giorni. Il presidente statunitense Donald Trump ha commentato: «L’Europa ha appena accettato di liberare un massiccio ammontare delle riserve di diesel. Si comincerà immediatamente». Trump ha anche sottolineato di avere un «ottimo rapporto» con la premier italiana Giorgia Meloni, segnando un cambio di tono rispetto alle sue precedenti dichiarazioni, riporta Attuale.
Francia, Regno Unito, Germania e Italia, i membri del G7, hanno quindi acconsentito alla richiesta statunitense. Tuttavia, non è chiaro quanto diesel sarà effettivamente immesso nel mercato nei prossimi giorni; si attende di avere maggiori dettagli nelle prossime tre settimane. Attualmente, Francia e Germania detengono insieme il 35% delle riserve totali, equivalenti a circa 40 milioni di tonnellate, corrispondenti a circa 300 milioni di barili.
Negli Stati Uniti, il prezzo dei carburanti, in particolare del diesel, ha raggiunto livelli record, con una media di 6,37 dollari al gallone (circa 3,7 litri). In Europa, il prezzo medio è di 2,12 euro (in Italia specificamente 2,24 euro). La recente crisi energetica ha alimentato ulteriori tensioni tra le due sponde dell’Atlantico.
La questione è complicata dalla situazione geopolitica legata alla guerra in Iran. La marina militare statunitense ha aumentato la propria capacità di scortare petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, proteggendole dagli attacchi dei Pasdaran. Le stime più attendibili indicano un flusso di petrolio di circa dieci milioni di barili al giorno in uscita di Hormuz, oltre ad altri sei milioni per i quali l’Arabia Saudita sta ora sfruttando il Mar Rosso per aggirare il blocco iraniano, avvicinandosi ai 19-20 milioni di barili pre-bellici. Tuttavia, i governi europei restano cauti: la situazione nello Stretto è ritenuta precaria e le riserve strategiche rimangono fondamentali. Al momento, l’Europa soddisfa circa il 50% del proprio fabbisogno di diesel acquistando dagli Stati Uniti, con una significativa preoccupazione per le minacce di Trump di bloccare le esportazioni, in vista delle prossime elezioni di midterm. Macron ha cercato di ridurre le tensioni con Washington, sottolineando che «la dinamica è stata costruttiva», nonostante le minacce.