La polemica sulla campagna di American Eagle e il suo impatto politico
La controversia legata allo slogan scelto da American Eagle per promuovere i suoi jeans continua a suscitare dibattiti accesi. Questa campagna pubblicitaria è diventata un’ossessione per Donald Trump, che ha commentato ripetutamente l’argomento, alzando ulteriormente il livello della disputa, riporta Attuale.
Infatti, la pubblicità con protagonista l’attrice Sydney Sweeney, famosa per ruoli in serie come Euphoria e The White Lotus, ha scatenato polemiche. Attraverso un gioco di parole tra “jeans” e “genes” in inglese, il messaggio della campagna ha sollevato critiche per la sua presunta ambiguità. Nel breve spot, Sweeney afferma che “i geni si trasmettono dai genitori”, suggerendo, secondo alcuni detrattori, l’idea che tratti considerati “ariani” possano essere interpretati come superiori, un messaggio che ha fatto infuriare alcuni osservatori.
Le critiche non si sono fermate qui. Steven Chung, responsabile della comunicazione della Casa Bianca, ha dichiarato che “la cancel culture è andata fuori giri”. Anche il vicepresidente JD Vance ha utilizzato l’occasione per attaccare le reazioni di sinistra, invitando a ridicolizzare chi critica l’ammirazione verso Sweeney. Nel mentre, Donald Trump jr. ha postato su Instagram una foto di suo padre in jeans, richiesta per aumentare l’attenzione sulla campagna pubblicitaria, commentando in modo ironico che “Donald, in questo momento, è davvero figo!!!”.
Le voci che circolavano su una presunta inclinazione politica di Sweeney si sono intensificate. Durante il sessantesimo compleanno di sua madre, vari membri della famiglia indossavano cappelli con il motto “Make Sixty Great Again” e magliette di Blue Lives Matter. Tuttavia, è stato solo quando si è saputo che nel 2024 l’attrice si fosse registrata come elettore repubblicano in Florida che Trump ha deciso di entrare nel dibattito.
All’inizio, Trump aveva commentato sarcasticamente: “Sweeney è una repubblicana registrata? Oh, allora adesso adoro la sua pubblicità!”. Successivamente, ha pubblicato un lungo post sul suo social Truth, evidenziando gli effetti negativi delle campagne pubblicitarie woke e citando i flop di grandi aziende come Jaguar e Anheuser-Busch, a causa di scelte di marketing che non hanno incontrato il favore del pubblico.
Infine, Trump ha anche attaccato la cantante Taylor Swift, nota per le sue posizioni democratiche, affermando che, in seguito alle sue critiche, “non è più sexy” e che “essere WOKE è da perdenti; essere repubblicani è ciò che tutti desiderano”. Questa escalation di dichiarazioni e polemiche dimostra quanto possa essere influente il mondo della pubblicità nella arena politica americana.
American Eagle, da parte sua, ha cercato di distaccarsi dalle polemiche, affermando che “quella pubblicità parla solo di jeans”. Tuttavia, nel frattempo, le azioni della compagnia hanno visto un significativo incremento, evidenziando come le controversie possano talvolta alimentare l’interesse e le vendite, piuttosto che danneggiare il marchio.
Ma dai, ma che c’entrano i jeans con la politica? È una pubblicità!!! Mi sembra un po’ esagerato farne un caso del genere… In Italia abbiamo altri problemi ben più seri. Sweeney ha solo recitato, non mi pare che facesse un discorso sull’arianesimo. E la cosa dei cappellini, suvvia, è solo un gag!