Palermo, 5 agosto 2025 – “Non beveva, non assumeva sostanze: era una sportiva”. Anche l’ex fidanzato di Simona Cinà non riesce a dare un senso alla morte improvvisa della pallavolista di Capaci, rinvenuta senza vita sabato notte nella piscina di una villa a Bagheria. “Era molto attenta alla forma fisica e alla salute – racconta Francesco Tilotta –. Questo non vuol dire che di tanto in tanto non bevesse una birra con gli amici, ma non l’ho mai vista in stato di alterazione”. Riporta Attuale.
La coppia si era allontanata dopo la rottura, perdendo di vista per un po’ gli eventi della vita l’uno dell’altro. “Di recente avevamo ricominciato a sentirci, eravamo diventati amici”. Francesco sta cercando di ricostruire la sequenza degli eventi, parlando con gli amici di Simona. Tuttavia, al momento, non c’è una spiegazione chiara per quanto accaduto. I familiari, ovvero il padre, la madre e i due fratelli, sono stati presenti nella caserma di Bagheria durante gli interrogatori.
Tre ore di interrogatorio per i familiari
I familiari, insieme a zii e cugini, sono stati ascoltati per ben tre ore. Un incontro che la famiglia ha definito “utile”, poiché subito dopo la tragedia erano emersi diversi interrogativi. “Perché quando siamo arrivati alla villa non c’era alcol? Sembrava che fosse stato tutto pulito – si domandava la gemella Roberta –. Non riesco nemmeno a trovare i vestiti di Simona”. Tali circostanze sono state in seguito chiarite dalla procura: i vestiti erano stati sequestrati dagli investigatori. Inoltre, al momento dell’arrivo dei carabinieri, erano presenti anche bevande alcoliche, contrariamente a quanto riportato in precedenza. È stata smentita anche la voce che Simona fosse stata ritrovata con il volto verso l’alto; gli inquirenti hanno specificato che era situata sul fondo della piscina. Coloro che sono stati interrogati, compresi i ragazzi presenti, hanno mostrato un comportamento collaborativo. Due di loro hanno tentato di soccorrere Simona, che però si trovava già in arresto cardiaco.
Le polemiche sono state chiuse sul nascere e ora regna un clima di totale cooperazione, con un obiettivo comune: comprendere le circostanze della morte di Simona e verificare se fosse possibile salvarla. L’indagine è aperta per omicidio colposo.
Autopsia, TAC ed esami tossicologici
Domani si svolgerà l’autopsia, accompagnata da esami tossicologici, utili ad accertare le cause del decesso. Ieri è stata eseguita anche una TAC. A tutti gli accertamenti medico-legali parteciperà anche un perito nominato dagli avvocati che assistono la famiglia.
Testimonianza di un’amica: “Stava bene quando me ne sono andata”
Una cosa sembra certa: la festa non è degenerata. “Nessuno ha ecceduto con l’alcol. Era una serata di divertimento sano”. Questa è l’assicurazione fornita da Francesca, 20 anni, amica di Simona, presente quella notte nella villa di Bagheria. “Ci siamo divertite, come facevamo sempre con tutti i nostri compagni atleti. Abbiamo ballato e giocato a pallone in piscina tutta la notte. Poi le ho detto che avevo freddo e che volevo andare via. La serata era tranquilla; già molti ragazzi erano andati via. Simona invece è rimasta e ha continuato a ballare, stava benissimo”. Erano le 3.20 quando Francesca ha lasciato la villa. “Simona non può essere annegata. La piscina era bassa, toccavamo. E poi sapeva nuotare. Eccelleva in tutti gli sport”.