Reggio Calabria, 8 agosto 2025 – È ufficiale: il consiglio regionale della Calabria è stato sciolto. Questo pomeriggio, al termine di una seduta rapida, i consiglieri hanno preso atto delle dimissioni formali del governatore Roberto Occhiuto. Durante la sessione, il presidente dimissionario ha ribadito le ragioni del suo gesto e ha respinto le accuse di aver imposto la sua volontà al consiglio, sostenendo che le sue decisioni erano motivate dalla determinazione.
Alla conclusione di un breve dibattito, il presidente dell’assemblea, Filippo Mancuso, ha congedato i consiglieri e ha proceduto allo scioglimento del consiglio. Si è così chiusa la sessione di commiato della XII Consiliatura calabrese.
Ora si attende la decisione sulla data del voto, che deve essere comunicata da Occhiuto dopo aver consultato Mancuso e il presidente della Corte d’appello di Catanzaro. È probabile che le elezioni vengano programmate per ottobre: secondo la legge elettorale, il termine deve essere stabilito tra il 45esimo e il 90esimo giorno dalla data di scioglimento del consiglio. Pertanto, i calabresi si recheranno alle urne non prima del 15 settembre e entro il 1° novembre, riporta Attuale.
“Non intendevo governare in modo autoritario, ma avevo il preciso intento di svolgere la funzione di presidente con determinazione”, ha dichiarato Occhiuto in aula. “Ho dovuto porre la questione di fiducia per la prima volta nella storia del regionalismo in Calabria”, ha spiegato, sottolineando la sua fermezza nel garantire attuazione a determinati provvedimenti.
Occhiuto ha anche espresso preoccupazione per l’atmosfera di tensione politica in cui si è ritrovato. “È sostenibile governare in un clima simile, dove l’inchiesta giudiziaria genera un costante chiacchiericcio e delle fake news che complicano la gestione amministrativa?”, si è chiesto, enfatizzando il contesto difficile in cui è chiamato a operare.
Rispondendo alle accuse di aver preso le dimissioni per motivi politici, ha chiarito: “La mia decisione non è stata guidata da un interesse personale. Non l’ho fatto perché il processo di cambiamento che ho avviato si sarebbe arrestato a causa delle inchieste, ma perché chi sfrutta la magistratura per fare campagna politica non ha la capacità di vincere le elezioni.”
Il governatore ha rassegnato le dimissioni dopo aver ricevuto un avviso di garanzia nell’ambito di un’inchiesta per corruzione. “Nessuno è disposto a firmare nulla”, ha dichiarato, esprimendo il suo timore che la situazione giudiziaria potesse paralizzare l’attività amministrativa della Regione.
Le indagini, avviate dalla procura di Catanzaro, riguardano anche il suo ex socio Paolo Posteraro e l’amministratore unico delle Ferrovie della Calabria, Ernesto Ferraro. Occhiuto ha confermato di aver ricevuto l’avviso e ha descritto la sua esperienza come un’accusa grave, paragonandola a un’accusa di omicidio: “È inverosimile che io possa essere coinvolto in una simile situazione. Ho chiesto di essere ascoltato il prima possibile; non ho nulla da temere, anzi invito a controllare ogni aspetto della mia gestione.”
Queste sue parole evidenziano il drammatico terremoto politico che ha investito la Calabria, ponendo in discussione il futuro della regione in un contesto di incertezze giudiziarie. La decisione di Occhiuto di dimettersi, quindi, sembra essere una mossa necessaria per non compromettere ulteriormente l’amministrazione in un periodo di crisi.