Pif critica il Ponte sullo Stretto: «Un monumento a Salvini, per noi siciliani è irrilevante»

08.08.2025 21:25
Pif critica il Ponte sullo Stretto: «Un monumento a Salvini, per noi siciliani è irrilevante»

Il regista e attore palermitano critica aspramente il progetto del ponte, definendolo «un’operazione d’immagine costosissima, una minchiata pazzesca. Prima pensiamo a ospedali e treni», riporta Attuale.

Secondo Pif, non si tratta di una rivoluzione infrastrutturale o di un’opportunità per il Sud, ma piuttosto di una «costosissima operazione d’immagine» messa in piedi dal ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, per lasciare un segno nella storia politica. Al contrario di quanto affermato dalla premier Giorgia Meloni, che considera il ponte un «simbolo ingegneristico di rilevanza globale», il regista siciliano lo descrive come «un monumento che Salvini ha deciso di erigere a se stesso», come ha dichiarato in un’intervista a Francesca D’Angelo su La Stampa. «È l’ipoteca che Salvini ha messo sulla sua carriera politica – aggiunge Pif. Fino a qualche tempo fa sosteneva che il problema non fosse attraversare lo Stretto, ma arrivare allo Stretto. Me lo ricordo bene perché è stata la prima volta – e probabilmente l’unica – in cui mi sono trovato d’accordo con lui. Poi ha cambiato idea sul Meridione – continua il regista -: prima lo disprezzava, ora si è proclamato patriota del Sud. Ma se vuoi fare la differenza, devi metterti lì e spendere tempo ed energie per comprendere i veri problemi del Paese. È giusto investire denaro, ma bisogna farlo nel modo corretto, realizzando ciò che è realmente necessario».

«Non è una questione politica, ma di priorità reali»

Pif confessa le sue simpatie politiche, ma chiarisce di non parlare per partito preso: «Non si tratta di essere di destra o di sinistra. È fattuale che il progetto non è assolutamente una priorità politica, considerati i disastri che affliggono la nostra isola. Non ho mai sentito un siciliano lamentarsi per i venti minuti di traghetto; anzi, se si fa nell’orario giusto, hanno anche un loro fascino romantico», dice. Il regista sottolinea che i 13,5 miliardi previsti per il progetto potrebbero essere destinati a risolvere problemi ben più gravi: «Ad esempio – evidenzia – si potrebbe iniziare dagli ospedali siciliani, che sono a livello del Terzo Mondo. I medici e gli infermieri operano in condizioni inaccettabili, ma purtroppo, ancora una volta, la politica gioca sulla vita dei cittadini per il proprio vantaggio».

Viabilità da terzo mondo: «Altro che ponte, qui si gira in pullman»

Per Pif, nella vita quotidiana dei siciliani, il problema principale «sono gli spostamenti. Per arrivare da Trapani a Messina, ci vogliono dalle sei alle otto ore in treno. Inoltre, attualmente sono in corso lavori e non ci sono nemmeno i treni. In Sicilia, ormai, si viaggia solo in pullman: è tutto pullman, come in Messico, e guarda caso alcuni politici sono proprietari delle compagnie di trasporti siciliane». La questione non è solo di inefficienza: «È proprio una strategia – chiarisce -. So che può sembrare populista, ma la politica siciliana è spesso molto diretta. Prima di pensare a un ponte, bisogna sistemare strade, treni, una metro seria… e poi si può riparlare, magari anche del Ponte». Sul fronte economico, la sua posizione è netta: «Anche se il Ponte si realizza, attraverseremo il mare in cinque minuti, per poi passare ore per arrivare a Menfi. È un’assurdità. Per dirla alla siciliana, questa storia del Ponte è una minchiata pazzesca».

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