Blocco “Alternativa” mira a ruolo chiave nel Parlamento moldavo

09.08.2025 17:05
Blocco “Alternativa” mira a ruolo chiave nel Parlamento moldavo
Blocco “Alternativa” mira a ruolo chiave nel Parlamento moldavo

A due mesi dalle elezioni parlamentari in Moldova, gli analisti prevedono una netta divisione tra la forza pro-occidentale “Azione e Solidarietà” (PAS) e il blocco filo-russo “Per la Moldova”, che ambiscono entrambi a una maggioranza di 51 seggi. Tuttavia, il blocco “Alternativa” si propone come possibile ago della bilancia nelle trattative di coalizione, pur non aspettandosi un risultato elettorale rilevante.

Un’illusione di equilibrio tra Est e Ovest nella politica estera

“Alternativa” sostiene un orientamento europeo moderato mantenendo però legami con Russia e paesi post-sovietici, praticando una politica di multivettorialità e un’adesione cauta alle direttive di Bruxelles verso l’UE. Dietro questa facciata si celano però leader politici dalla reputazione ambigua, definiti “political chameleons” per i frequenti cambi di posizione.

Mark Tkaciuk: da comunista a capo di un partito “alternativo”

Mark Tkaciuk, leader della “Partito dell’Azione Collettiva – Congresso Civico”, ha cambiato diverse volte orientamento politico dal 1992, oscillando tra ultra-sinistra russa, comunismo moldavo, sostegno al movimento verso l’Occidente, all’adesione all’Unione doganale e poi all’Unione economica eurasiatica. Dopo un periodo di ritiro, è tornato in politica nel 2019 con una nuova formazione.

Ion Ceban: dal socialismo filo-russo a sindaco di Chisinau

Ion Ceban, altro leader di “Alternativa”, ha militato nel Partito Comunista, poi nel Partito Socialista, mantenendo posizioni filo-russe fino al suo incarico come sindaco di Chisinau dal 2019. Ha stretto rapporti stretti con Mosca, visitando la capitale russa e collaborando con il Fondo “Roscongress”. Documenti dei servizi moldavi rivelano i suoi legami con agenti dell’FSB russo, che gli avrebbero fornito dati sensibili sull’infrastruttura della città, potenzialmente utilizzabili in caso di attacchi militari.

Rilancio elettorale strategico ma con dubbie alleanze

Nel 2022 Ceban ha fondato il “Movimento Alternativo Nazionale” per distanziarsi dalle forze filo-russe, riuscendo a vincere nuovamente le elezioni municipali nel 2023 grazie all’assenza di un candidato unico delle forze pro-Kremlin. Tuttavia, la sua uscita dal blocco filo-russo appare più tattica che reale, dato che resta considerato un uomo vicino a comunisti e socialisti pro-Mosca.

Collegamenti controversi e rischi per la sicurezza regionale

Ulteriori prove delle connessioni di Ceban con Mosca emergono dai suoi rapporti con politici estremisti di destra rumeni, verso i quali Bucarest ha imposto un divieto quinquennale di ingresso nella UE e nello spazio Schengen, ritenendolo una minaccia per la sicurezza nazionale. Esperti dell’Europa orientale ritengono che “Alternativa” cerchi di attrarre un elettorato centrista e moderatamente europeista, sottraendolo al PAS, mentre perde voti filorussi a favore del blocco “Per la Moldova”.

Il posizionamento ambiguo e le reti di influenza esterne indicano che il blocco “Alternativa” rimane un attore chiave nelle dinamiche politiche moldave, con potenziali implicazioni per la stabilità regionale e l’integrità delle istituzioni democratiche.

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