Il Futuro della Politica Veneta: La Lista di Zaia e le Elezioni Regionali
“Un valore aggiunto”. Con queste parole Matteo Salvini ha espresso il suo sostegno alla candidatura personale del governatore uscente del Veneto, Luca Zaia, sottolineando come il suo lavoro “eccellente” non debba essere “disperso”. Questa inversione di rotta del leader del Carroccio è stata annunciata durante un incontro con la Liga veneta. Salvini spera che questa mossa possa aumentare la pressione sui partiti alleati, in particolare su quello guidato dalla premier Giorgia Meloni, che continua a rivendicare il controllo della Regione. È evidente che la lista personale di Zaia potrebbe ridurre il numero di eletti e finanziamenti a disposizione del partito della Meloni.
Il contesto veneto rimane, però, complesso per il centrodestra, anche alla luce del fatto che le elezioni regionali si svolgeranno probabilmente a fine novembre, insieme a quelle in Campania e Puglia. Di conseguenza, ogni decisione riguardante le candidature per la presidenza, contesa tra Lega, rappresentata dal giovane segretario locale e vice federale Andrera Stefani, e FdI, con il senatore Luca De Carlo, è rinviata a dopo l’estate.
L’inatteso supporto di Salvini per la lista di Zaia potrebbe cambiare le dinamiche della situazione. All’inizio della riunione, il leader non aveva menzionato il tema, rivendicando naturalmente per il Carroccio la successione a doge. Tuttavia, dopo che Zaia ha spiegato le ragioni elettorali della sua iniziativa, Salvini ha accolto la proposta, conferendole il proprio avallo. È interessante notare che alla Liga sono arrivate ben 158 proposte di candidatura, che potrebbero dar vita non a due, ma a ben tre liste: una ufficiale, una personale di Zaia e una degli amministratori locali. Resta da vedere come si sviluppa la situazione.
Un elemento cruciale per risolvere l’enigma rimane la futura destinazione del governatore, il quale ambisce a un ruolo di governo o di sottogoverno (in gestione di aziende partecipate) in attesa delle prossime elezioni. Prima ancora di puntare al ministero dell’agricoltura, che è il suo settore di competenza, Zaia sembra aspirare alla presidenza di Montecitorio. Non è un caso che dai suoi collaboratori più fidati venga ventilata l’ipotesi di una candidatura di Carlo Nordio, Guardasigilli indipendente a cavallo tra Lega e FdI, per la governatura del Veneto. Questa prospettiva potrebbe liberare la posizione ambita di via Arenula per Zaia, sebbene sia poco realistica data la dedizione del ministro alla riforma della giustizia, anche se Meloni potrebbe desiderare di evitare le sue gaffe. L’unico spazio che sembra potersi aprire resta in ambito Turistico, dove Daniela Santanché resiste all’avviso di sfratto della premier. Questo permetterebbe a Zaia di avere un ruolo ufficiale durante le prossime olimpiadi invernali, evento di grande rilevanza per lui.
Ieri è stata invece ufficializzata la data delle elezioni in Calabria, fissata per il 5 e 6 ottobre, collocata strategicamente tra il voto nelle Marche, previsto per il 28 e 29 settembre, e quello in Toscana, il 12 e 13 ottobre. Consapevole che la maggior parte delle regioni al voto – Toscana, Campania e Puglia – è governata dal centrosinistra, il governo ha evitato un election day che avrebbe potuto risultare disastroso. Nonostante ciò, con l’improvvisa aggiunta del voto calabrese, se nessuna amministrazione dovesse cambiare colore, la maggioranza potrebbe gioire per un inaspettato 3 a 3 anziché il temuto 4 a 1, diventato 4 a 2.
Anche se i numeri delle politiche e delle europee suggeriscono che la Calabria potrebbe essere contendibile da un campo largo, in realtà l’attivismo del presidente Roberto Occhiuto ha riscosso un buon consenso, e probabilmente neanche il candidato del 5 stelle Pasquale Tridico potrebbe rappresentare una minaccia. Nelle Marche, invece, l’ex sindaco dem di Pesaro, Matteo Ricci, punta attivamente a contendere la Regione a Francesco Acquaroli di FdI, il cui operato non ha brillato, tanto da indurre il governo a intervenire per l’estensione della Zona economica speciale.
Ma dai, Salvini che sostiene Zaia? Una cosa incredibille! Sembra quasi un film… ma chi ci crede? Alla fine, è sempre la solita storia: politica, alleanze e tradimenti. E mentre noi aspettiamo le elezioni, loro pensano solo ai loro giochi. Speriamo che il Veneto non ne risenta troppo.