Israele nega la carestia a Gaza mentre la situazione umanitaria si deteriora
Negli ultimi giorni, il governo israeliano guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu ha intensificato una campagna mediatica per smentire le informazioni riguardanti la carestia e la grave malnutrizione che affliggono la popolazione di Gaza. Nonostante le conclusioni unanimi di esperti e organizzazioni internazionali, Netanyahu ha ribadito che non c’è una mancanza di cibo nella Striscia, riporta Attuale.
Parallelamente, il governo ha avviato una campagna più aggressiva per etichettare le notizie sulla carestia come fake news diffuse da Hamas. Secondo le autorità israeliane, il problema della malnutrizione a Gaza sarebbe una questione di comunicazione piuttosto che una crisi umanitaria vera e propria.
Anche l’esercito israeliano ha partecipato a questa strategia, presentando un rapporto che smentisce l’esistenza della malnutrizione nella regione. Secondo il documento, Hamas sarebbe responsabile di un’operazione per amplificare la narrazione della fame, utilizzando questa strategia per ottenere concessioni nei negoziati con Israele.
Durante una conferenza stampa, Netanyahu ha mostrato fotografie di bambini emaciati a Gaza, caratterizzandole come “Falsi Bambini Malnutriti,” e ha affermato che le notizie sulla malnutrizione rappresentano “bugie di Hamas.” Ha insistito che l’approccio del governo israeliano è mirato a prevenire crisi umanitarie, contrariamente a quanto sostenuto da Hamas.
In un tentativo di discredire le notizie di malnutrizione, l’amministrazione israeliana ha fatto notare che alcune immagini di bambini emaciati mostrano individui con malattie preesistenti, come nel caso di Mohammed Zakaria al Mutawaq, il cui stato di salute è stato oggetto di un articolo sul New York Times.
Tuttavia, questa circostanza non diminuisce la gravità della malnutrizione. Come osservato dal pediatra Michal Feldon nel quotidiano Haaretz, “sospettiamo sempre che un bambino in quelle condizioni abbia subìto abusi o abbandono.” La malnutrizione rimane una preoccupazione seria, specialmente tra i bambini, i cui corpi sono più vulnerabili ai periodi di carestia.
La crisi alimentare a Gaza è stata aggravata dal blocco israeliano, che ha limitato severamente l’ingresso di cibo e beni essenziali per diversi mesi. Solo la Gaza Humanitarian Foundation (GHF) è autorizzata a gestire la distribuzione degli alimenti, ma le inefficienze e i rischi associati alla sua operazione hanno reso la situazione ancora più critica.
Le condizioni di malnutrizione nella Striscia sono state confermate da vari enti. A fine luglio, l’Integrated Food Security Phase Classification (IPC), supportato dalle Nazioni Unite, ha lanciato un allerta riguardante l’emergere di una carestia in Gaza. Al contempo, un’analisi condotta da UNICEF ha rivelato che il 9% dei bambini palestinesi sotto i 5 anni versa in grave malnutrizione, con il ministero della Salute di Gaza che riporta 251 morti correlate finora, di cui 108 bambini.
Questa aggressiva campagna di disinformazione da parte del governo israeliano coincide con una crescente pressione internazionale, con molti governi occidentali, tra cui la Germania, che hanno iniziato ad adottare misure contro Israele in risposta alla crisi umanitaria. Anche il presidente statunitense Donald Trump ha recentemente affermato che a Gaza c’è una “vera carestia”, marcando una notevole frattura con Netanyahu.