Trovato morto a Roseto degli Abruzzi, indagini su possibile gesto volontario o sfida social

26.08.2025 06:39
Trovato morto a Roseto degli Abruzzi, indagini su possibile gesto volontario o sfida social

Tragica morte di un giovane a Roseto degli Abruzzi, si indaga su cause e circostanze

Un episodio inquietante ha scosso la comunità di Roseto degli Abruzzi, con la scoperta di un 27enne trovato senza vita seduto davanti al computer, indossando una maschera antigas collegata a liquido refrigerante. La tragica scoperta è avvenuta domenica sera intorno alle 22, quando i genitori, preoccupati, hanno allertato i vigili del fuoco. I sanitari del 118, giunti sul posto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso del giovane, lasciando la famiglia nel dolore, riporta Attuale.

Le indagini sono state avviate dai carabinieri del Reparto operativo di Teramo, sotto il coordinamento della procura di Teramo, ma i dettagli rimangono riservati. Sul corpo del giovane non sono stati riscontrati segni di violenza, lesioni o ferite. Solo l’autopsia potrà fornire chiarimenti sulle cause del decesso. Tra le tesi avanzate, quella più plausibile sembra essere un gesto volontario, sebbene non si possa escludere l’ipotesi di una challenge pericolosa, simile a quelle che infestano il web.

In questo contesto, l’analisi di computer e smartphone del giovane, già posti sotto sequestro, potrebbe offrire indicazioni cruciali agli investigatori. Questo tipo di esami è fondamentale per comprendere il contesto emotivo e tecnico in cui è avvenuto il decesso. Non si può dimenticare, ad esempio, il caso della tragica “Blackout challenge” che ha portato alla morte di una bambina di 10 anni in Sicilia. Si trattava di una sfida che comportava l’uso di una cintura attorno al collo, al fine di resistere più a lungo possibile.

Un altro episodio recente ha visto un 27enne irlandese ricoverato nel Bresciano dopo essersi lanciato contro un’auto in corsa, nell’ambito di un gioco social morbidamente in voga. In aggiunta, alcuni ragazzi sono stati denunciati per aver pubblicato un video in cui praticavano “train surfing” sul tetto di un treno in movimento. L’autopsia e l’analisi dei tabulati potrebbero fornire indizi su ciò che ha spinto il ragazzo di Roseto a utilizzare il liquido refrigerante in associazione con la maschera antigas.

I liquidi refrigeranti costituiscono un pericolo serio; la loro composizione, che include acqua, glicole e vari additivi, è progettata per prevenire congelamenti e surriscaldamenti. L’inalazione in un ambiente chiuso, come quello di una maschera antigas usata impropriamente, può portare conseguenze devastanti. Ci si chiede se il giovane fosse pienamente consapevole dei rischi legati alle sue azioni. Gli accertamenti tecnici e autoptici saranno decisivi per fare luce su questa tragedia.

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