Il futuro della Giorgio Armani Spa secondo il testamento: cessione del 70% entro 5 anni o quotazione

12.09.2025 12:16
Il futuro della Giorgio Armani Spa secondo il testamento: cessione del 70% entro 5 anni o quotazione

L’eredità di Giorgio Armani: la Fondazione e il futuro della maison

MILANO – La casa di moda Giorgio Armani sarà di proprietà della Fondazione Armani, con l’ex compagno e braccio destro Leo Dell’Orco designato come successore, mentre i diritti di voto e quote sono anche distribuiti tra i nipoti. Giorgio Armani ha stabilito chiaramente le direzioni future per la maison, prevedendo la cessione della maggioranza delle quote a un grande gruppo del lusso, riporta Attuale.

Il 9 settembre, presso lo studio del notaio Elena Terrenghi, sono stati aperti due testamenti redatti a mano da Armani, datati 15 marzo e 5 aprile 2025. Questi documenti, sigillati in buste, delineano la distribuzione del patrimonio personale e le direttive per la giornaliera operatività della Giorgio Armani Spa.

LA FONDAZIONE

La Fondazione Armani, che fino ad oggi deteneva solo lo 0,1% delle quote, ora si trova ad avere un diritto di piena proprietà sul 9,9% delle azioni (equivalente al 30% dei diritti di voto) e il diritto di ‘nuda proprietà’ sul restante 90%. I diritti di voto sono distribuiti tra Panteleo Dell’Orco e i nipoti Silvana Armani e Andrea Camerana.

Sull’intera società, Dell’Orco avrà diritto all’usufrutto del 30% delle quote e al 40% dei diritti di voto. Il 30% dei diritti spetterà alla Fondazione, mentre il 15% ciascuno andrà ai nipoti Silvana Armani e Andrea Camerana. Azioni senza diritto di voto sono assegnate a Roberta Armani e Rosanna Armani.

IL FUTURO SECONDO RE GIORGIO

Nel testamento si legge: “Pongo a carico della Fondazione i seguenti oneri – decorsi 12 mesi ed entro i primi 18 dalla data di apertura della successione, cedere una partecipazione del 15%» prioritaria a uno tra il gruppo LVMH, EssilorLuxottica, L’Oréal oppure ad altra società di alta moda con cui la Giorgio Armani ha rapporti”. Armani ha anche disposto la cessione di un ulteriore 30% del capitale entro il quinto anno dalla successione, portando la vendita totale a un massimo del 54,9%. In questo modo, la Fondazione sarà obbligata a mantenere almeno il 30% del capitale.

L’APERTURA VERSO LA QUOTAZIONE IN BORSA

In caso di mancata conclusione della vendita, Armani ha aperto alla possibilità di una quotazione in Borsa a partire dal terzo anno dalla successione, se lo richiedessero Dell’Orco e almeno uno tra Camerana e Silvana Armani. In alternativa, la Giorgio Armani Spa andrà in Borsa obbligatoriamente entro il quinto e l’ottavo anno dalla successione. Tuttavia, resta in vigore il vincolo per la Fondazione di mantenere almeno il 30% del capitale sociale.

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