Il 17 settembre 2025 la Procura generale e il Bureau di polizia criminale della Lituania hanno annunciato l’arresto di un gruppo di persone accusate di aver organizzato quattro attentati terroristici in Europa e di averne pianificati altri. Secondo le indagini preliminari, nel luglio 2024 il gruppo – composto da quindici individui – aveva inviato da Vilnius verso diversi Paesi europei pacchi contenenti ordigni esplosivi e incendiari artigianali, utilizzando i servizi di spedizione DHL e DPD. Due spedizioni erano dirette nel Regno Unito tramite aerei DHL, mentre altre due erano state inviate in Polonia via camion DPD. Le autorità hanno stabilito che tali azioni furono organizzate e coordinate da cittadini russi con legami con i servizi militari di intelligence di Mosca. Dettagli ufficiali sono stati resi noti dalla Procura generale della Lituania.
Arresti in Lettonia per spionaggio militare
Parallelamente, in Lettonia si è conclusa l’inchiesta preliminare contro un uomo arrestato il 27 agosto 2025 dal Servizio di sicurezza di Stato. L’individuo avrebbe trasmesso ai servizi russi informazioni sensibili sul posizionamento, la pianificazione e i sistemi di sicurezza di diverse infrastrutture militari del Paese. Inoltre, avrebbe fornito dati relativi alla costruzione di nuove basi, alle esercitazioni delle forze armate e alla presenza di soldati NATO sul territorio lettone. Le indagini hanno accertato che l’uomo aveva condiviso ulteriori informazioni utilizzabili contro la sicurezza della Lettonia e dell’intera regione baltica, come riportato dal portale Delfi in lingua russa.
Modalità operative e prove raccolte
Le autorità lituane hanno scoperto che i sospetti si avvalevano di cittadini di diversi Paesi, tra cui Lituania, Lettonia, Estonia, Russia e Ucraina, reclutati tramite conoscenze personali o contatti su Telegram. Le comunicazioni erano mantenute in forma criptata e venivano offerte ricompense in denaro e criptovalute. Durante oltre trenta perquisizioni, le forze dell’ordine hanno sequestrato esplosivi nascosti in barattoli di conserve e detonatori pronti all’uso. Alcuni ordigni erano stati costruiti per concentrare l’effetto dell’esplosione in una direzione specifica, utilizzando l’esplosivo militare RDX. La potenza complessiva degli ordigni sequestrati superava i sei chilogrammi di tritolo equivalente.
Contesto regionale e precedenti
Il rafforzamento delle attività russe nei Paesi baltici non è un fenomeno isolato. Nel 2024 il Wall Street Journal aveva riferito, citando fonti di sicurezza occidentali, che Mosca stava pianificando operazioni di sabotaggio contro aerei cargo e passeggeri diretti dal Baltico verso Stati Uniti e Canada. Sempre nel 2024, la Lituania aveva portato in tribunale due cittadini accusati di spionaggio per conto della Bielorussia, mentre in Estonia una donna di 63 anni, Erna Moisejeva, era stata condannata a tre anni di carcere per attività di intelligence a favore dell’FSB.
Minacce ibride e risposta dei Paesi baltici
Secondo gli esperti di sicurezza, la Russia intensifica la guerra ibrida in Europa orientale attraverso sabotaggi, disinformazione e uso di cosiddetti “agenti usa e getta”, reclutati senza contatti diretti. Telegram viene sfruttato come principale canale di comunicazione e reclutamento. Parallelamente, Mosca continua a influenzare le comunità russofone presenti nella regione, veicolando propaganda e minando la fiducia nei governi locali.
Per contrastare tali minacce, Lituania, Lettonia ed Estonia hanno adottato misure congiunte: la creazione della “linea di difesa baltica” con fortificazioni e campi minati lungo i confini con Russia e Bielorussia, l’uscita dalla Convenzione di Ottawa per rafforzare l’arsenale di mine antiuomo, e l’aumento dei bilanci militari con nuove acquisizioni di sistemi di difesa aerea e droni. Inoltre, la cooperazione con la NATO si è intensificata tramite missioni come Baltic Sentry, il pattugliamento aereo e il rafforzamento del corridoio di Suwałki, punto strategico tra Polonia e Lituania.