La Bolivia vieta i matrimoni precoci con l’approvazione di una nuova legge
Il parlamento boliviano ha approvato una legge che vieta le unioni e i matrimoni con persone minorenni, noti anche come matrimoni precoci. Questa nuova normativa risolve una contraddizione tra il codice per bambine, bambini e adolescenti, che stabilisce l’età minima per sposarsi a 18 anni, e il codice della famiglia, che permetteva il matrimonio a 16 anni con il consenso dei genitori. L’obiettivo principale della legge è quello di proteggere i diritti delle persone minorenni, esponendole al rischio di situazioni di abuso e violenza, riporta Attuale.
La Bolivia, con una popolazione di circa 11,4 milioni di abitanti, ha visto matrimoni tra minori diffusi soprattutto nelle aree rurali, sia per tradizioni culturali che per pressioni familiari. Secondo i registri civili, tra il 2010 e il 2022, 11.297 persone di età compresa tra i 13 e i 17 anni si sono sposate, con l’89% di esse rappresentato da ragazze, spesso unite a uomini che hanno un’età compresa tra i 20 e i 35 anni. L’analisi del ministero della Salute ha rivelato che tra il 2015 e il 2023 si sono registrate oltre 458.000 gravidanze tra bambine e adolescenti.
Negli ultimi anni, la questione dei matrimoni precoci ha visto interventi legislativi in altri 14 paesi dell’America Latina, tra cui Colombia, Cile, Messico e Repubblica Dominicana, che hanno adottato misure simili per combattere questa problematica.