Il 18 settembre 2025 il giornalista di Radio Free Europe Rikard Jozwiak ha dichiarato sulla piattaforma X che una decisione dell’UE per vietare completamente i visti turistici ai cittadini russi appare al momento improbabile. La ragione principale è la mancanza di consenso tra gli Stati membri: nonostante sia sufficiente una maggioranza qualificata, troppe capitali hanno espresso contrarietà a una misura così radicale.
Precedenti restrizioni e quadro attuale
Già nel settembre 2022, dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte di Mosca, l’UE aveva sospeso l’accordo di facilitazione dei visti con la Russia, rendendo la procedura più lunga, costosa e severa. Le nuove regole avevano aumentato la tassa da 35 a 80 euro, imposto la presentazione di documenti aggiuntivi e ridotto la possibilità di ottenere visti a ingresso multiplo. Tuttavia, il divieto assoluto di rilascio resta competenza dei singoli Stati membri, anche se alcuni, come la Germania, spingono per una linea comune nell’area Schengen.
Discussioni interne e interessi divergenti
Secondo quanto riferito da Euractiv il 15 settembre, Bruxelles valuta nuove restrizioni all’accesso dei cittadini russi, con alcuni Stati che chiedono il divieto totale. Paesi come Italia, Spagna e Grecia mostrano resistenze legate al peso del turismo russo sulle rispettive economie, mentre Francia e Ungheria mantengono posizioni più morbide per motivi politici. Parigi intende preservare i canali di dialogo con Mosca, mentre Budapest continua a sostenere una linea dichiaratamente filorussa.
Argomenti a favore delle restrizioni più dure
I sostenitori del divieto sottolineano che i cittadini russi condividono la responsabilità dell’aggressione contro l’Ucraina e che i viaggi in Europa non dovrebbero rappresentare un premio a fronte della passività o del sostegno al Cremlino. Inoltre, la presenza di familiari di funzionari russi nelle località turistiche europee alimenta la percezione di impunità. C’è anche la preoccupazione che viaggiatori russi possano diffondere propaganda o provocazioni, aumentando tensioni con i rifugiati ucraini. Infine, dietro al turismo si potrebbero celare agenti dei servizi segreti, con rischi di spionaggio e operazioni ibride.
Appelli del dissenso russo e prospettive
Alcuni esponenti della società civile russa, come Julia Navalnaya, hanno invitato l’UE a non trasformare i visti turistici in un’arma contro l’intera popolazione. Nonostante queste voci, diversi governi ribadiscono che un approccio frammentato mina la sicurezza collettiva. Per questo la Commissione europea valuta strumenti per limitare l’autonomia nazionale e garantire una politica uniforme, capace di rafforzare la solidarietà del blocco e ridurre i rischi di infiltrazioni.