La presenza della Russia alla Biennale di Venezia provoca protesta da parte di 22 Paesi europei

10.03.2026 20:35
La presenza della Russia alla Biennale di Venezia provoca protesta da parte di 22 Paesi europei

Venezia, 10 marzo 2026 – La presenza della Russia alla Biennale di Venezia ha suscitato forti reazioni in Europa. Un totale di 22 Paesi europei, tra cui Norvegia e Ucraina, hanno sottoscritto una lettera per richiedere alla direzione della Biennale di “riconsiderare la partecipazione della Federazione Russa all’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia”, riporta Attuale.

Secondo i ministri della Cultura e degli Affari Esteri, “inaccettabile” è stata definita la situazione attuale, dove la cultura non può essere dissociata dalle realtà sociali. “Le istituzioni culturali hanno quindi non solo un significato artistico, ma anche una responsabilità morale“, si legge nella lettera.

La missiva, presentata durante l’inaugurazione del Padiglione Italia e indirizzata al presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco e al ministro della Cultura Alessandro Giuli, è firmata anche dai ministri della Cultura di Austria, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Paesi Bassi, Francia, Grecia, Polonia, Portogallo, Irlanda, Romania, Lettonia, Spagna, Lituania, Svezia e Lussemburgo. Per il Belgio, hanno firmato tre ministri.

I ministri: “Segnale profondamente inquietante”

Nella lettera, i ministri evidenziano che la Russia rimane soggetta a sanzioni europee e internazionali “per la violazione del diritto internazionale e della sovranità dell’Ucraina. Consentire alla Russia una piattaforma culturale di prestigio invia un segnale profondamente inquietante“.

Esprimendo “profonda preoccupazione” per la possibile strumentalizzazione da parte della Federazione Russa della sua partecipazione alla Biennale, i firmatari temono un utilizzo per veicolare un’immagine di legittimità che contrasta con la realtà della guerra in corso contro l’Ucraina e con le sanzioni europee e internazionali.

Inoltre, sottolineano “la natura politica del progetto associato al Padiglione russo e i suoi legami con l’élite politica russa, sollevando interrogativi sul rischio che la diplomazia culturale statale venga confusa con uno scambio artistico”.

Ecco la lettera dei 22 Paesi

“Da oltre un secolo – si legge nella lettera – la Biennale di Venezia si distingue come una delle più prestigiose espressioni di libertà artistica al mondo. I nostri Paesi e artisti partecipano alla Biennale in un contesto di scambio culturale e rispetto reciproco.”

“La cultura non è separata dalle realtà che le società affrontano. Essa plasma il modo in cui le persone comprendono il mondo, ciò a cui attribuiscono valore e come scelgono di agire. Le istituzioni culturali hanno quindi una responsabilità morale oltre al loro significato artistico.”

Il precedente del 2022: tre artisti russi si sono ritirati per protesta

Come sottolineato dall’artista russo Kirill Savchenkov nel 2022, quando si ritirò dal Padiglione Russo: “Non c’è posto per l’arte quando i civili muoiono sotto il fuoco dei missili”. La Russia continua a condurre la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina, mentre il popolo ucraino lotta per la propria sovranità.

“La guerra ha distrutto il patrimonio culturale dell’Ucraina: 342 artisti morti, migliaia di siti danneggiati”

Il conflitto ha causato la distruzione sistematica della vita e del patrimonio culturale dell’Ucraina. Secondo le autorità ucraine, almeno 342 artisti sono stati uccisi, e sono stati distrutti o danneggiati 1.685 siti del patrimonio culturale e 2.483 infrastrutture culturali. Queste perdite rappresentano il silenzio delle voci e la cancellazione della memoria culturale.

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