Premier Recean avverte sui rischi di frodi elettorali

19.09.2025 10:30
Premier Recean avverte sui rischi di frodi elettorali
Premier Recean avverte sui rischi di frodi elettorali

Il 18 settembre 2025, il primo ministro moldavo Dorin Recean ha lanciato un allarme sul pericolo di manipolazioni durante le elezioni parlamentari previste per il 28 settembre. Ha ricordato che nel 2024 circa l’8% dei voti era stato falsificato e ha avvertito che quest’anno l’obiettivo delle reti criminali sostenute da Mosca potrebbe essere ancora più alto. Secondo il premier, le istituzioni statali intervengono quotidianamente contro i tentativi di falsificazione dei risultati elettorali e contro il finanziamento di attività illegali, tra cui propaganda e disinformazione. Recean ha garantito che tali misure continueranno.

Settimana cruciale per la campagna elettorale

Nello stesso giorno, i leader del Partito Azione e Solidarietà (PAS) hanno illustrato agli elettori sette minacce concrete in caso di vittoria delle forze filorusse. In un’azione simbolica, hanno organizzato un voto con due urne: una per “pace, sviluppo e modernizzazione”, l’altra per “povertà, menzogna e criminalità”. Tra i rischi indicati figurano lo stop ai progetti infrastrutturali avviati dal PAS, la fine dei sussidi energetici e la possibilità che rientrino in Moldavia esponenti politici accusati di corruzione e oggi in esilio.

Allerta contro le conseguenze di un’eventuale vittoria filorussa

La leadership moldava ha messo in guardia su uno scenario che potrebbe avere ripercussioni anche a livello regionale. Un cambio di orientamento politico verso Mosca rischierebbe di bloccare le riforme necessarie per l’ingresso nell’UE, minare la stabilità in Europa orientale e favorire nuove spinte separatiste in Găgăuzia e Transnistria, dove resta la presenza militare russa. Il ministro dell’Istruzione Dan Perciun ha dichiarato che una vittoria filorussa significherebbe “perdita di libertà e democrazia”, mentre il vice-presidente del parlamento Doina Gherman ha avvertito che i cittadini potrebbero perdere la libertà di circolare in Europa con il regime senza visti. Il ministro degli Esteri Mihai Popșoi ha aggiunto che la diaspora rischia di essere privata del diritto di voto.

Sette rischi evidenziati dal PAS

Attraverso la campagna elettorale, il PAS insiste sul fatto che la scelta del 28 settembre determinerà se la Moldavia rimarrà ancorata al percorso europeo o verrà trascinata sotto l’influenza del Cremlino. In un comunicato, i rappresentanti del partito hanno avvertito che la vittoria dei filorussi trasformerebbe la Moldavia in uno Stato controllato da Mosca, con il rischio che “i bambini moldavi diventino carne da cannone per le guerre di Putin”. Le dichiarazioni si inseriscono in un contesto già teso: solo nelle prime due settimane di settembre la polizia ha effettuato oltre 200 perquisizioni, portando all’arresto di nove persone sospettate di corruzione elettorale, finanziamento illecito ai partiti e riciclaggio di denaro. La campagna elettorale si è dunque trasformata in un banco di prova decisivo tra valori democratici e pressioni autoritarie.

Implicazioni per la sicurezza regionale

Analisti avvertono che il ritorno al potere delle forze filorusse non si limiterebbe a cambiare l’equilibrio interno, ma ridisegnerebbe la geografia politica di tutta l’Europa orientale. Con il rischio di destabilizzazione in Moldavia, Romania e Ucraina, il voto di settembre assume un significato che supera i confini nazionali e si inserisce nel confronto più ampio tra Unione Europea e Cremlino.

1 Comment

  1. Non ci posso credere, che situazione! La Moldavia sembra trovarsi in un vero e proprio incubo politico… Speriamo che la gente riesca a vedere oltre le manipolazioni e scelga davvero il bene per il paese. La democrazia non dovrebbe essere un gioco!

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