La Moldavia al voto sotto pressione russa e l’attenzione dell’Ue

27.09.2025 04:25
La Moldavia al voto sotto pressione russa e l'attenzione dell'Ue

La Moldavia al bivio: duello tra filo-Ue e filo-russi

In vista delle elezioni di domenica, la Moldavia si trova a un crocevia cruciale, combattuta tra l’influenza russa e l’aspirazione all’integrazione europea, mentre il Cremlino esercita una pressione costante. Non si tratta solo della composizione di un parlamento di 101 seggi, ma del futuro dell’ex repubblica sovietica, che è al centro dell’attenzione internazionale, con la sorveglianza attenta di Bruxelles. Recentemente, i leader europei, tra cui Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Donald Tusk, hanno sottolineato che “non ci sarà un’Europa sicura senza una Moldavia indipendente”, riporta Attuale.

Secondo le rilevazioni, il Partito d’azione e solidarietà (Pas), sostenuto dalla presidente Maia Sandu e dal premier Dorin Recean, è in testa con il 24,9%, ma con un margine risicato rispetto al blocco patriottico filorusso dell’ex presidente Igor Dodon, che si attesta al 24,7%. Sandu ha avvertito che un governo amico di Mosca potrebbe fungere da “trampolino di lancio per attacchi ibridi contro l’Ue”, evidenziando l’importanza storica di questo voto per il paese, situato tra Ucraina e Romania.

La comunità europea considera queste elezioni un banco di prova per la propria efficacia nel difendere la stabilità nell’area, dimostrando che non solo Kiev, ma anche l’intero fronte orientale merita supporto. L’Ucraina, tramite il presidente Volodymyr Zelensky, ha avvertito che “l’Europa non può permettersi di perdere la Moldavia,” enfatizzando l’urgenza di sostenere il paese, dato che il prezzo di una nuova destabilizzazione sarebbe ben più alto. I sospetti di interferenze russe sono confermati da recenti rivelazioni della BBC, riguardanti una rete clandestina che diffonde propaganda e fake news, con collegamenti a Ilan Shor e all’ong Evrazia, accusata di corruzione.

La vicepremier Doina Nistor ha denunciato anche un cyberattacco contro la commissione elettorale, attribuito a Mosca. Il Pas, sostenuto dal Partito Popolare Europeo di Ursula von der Leyen, è visto come l’unica forza politica capace di condurre la Moldavia verso l’Unione Europea. Tuttavia, il quadro rimane incerto: i partiti minori, come il blocco Alternativa, potrebbero risultare decisivi. Questo blocco, guidato da Ion Ceban e Alexandru Stoianoglo, pur dichiarandosi europeista, critica il governo per la mancanza di infrastrutture adeguate, salari e pensioni dignitose.

La diaspora moldava, con oltre un milione di cittadini all’estero, giocherà un ruolo cruciale, avendo già dimostrato la propria influenza nel referendum pro-Ue vinto con un margine minimo di 13mila voti. Inoltre, l’incognita della Transnistria, con i suoi 277mila elettori sotto controllo separatista e una disinformazione russa attiva, complica ulteriormente il panorama politico, rendendolo altamente volatile.

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