Cittadini peruviani reclutati con l’inganno dai russi e spediti in Ucraina: almeno 8 morti e 5 feriti
Otto cittadini peruviani sono morti e cinque sono rimasti feriti dopo essere stati ingannati con false offerte di lavoro e inviati al fronte nel conflitto tra Russia e Ucraina, riporta Attuale. Stando a quanto riportano i media locali e l’emittente Rpp, familiari e legali hanno denunciato l’esistenza di una rete internazionale attiva tra America Latina ed Europa orientale. Gli annunci sui social media promettevano salari elevati per impieghi civili, come cuochi o addetti alla sicurezza. Tuttavia, una volta giunti in Russia, i lavoratori sarebbero stati privati dei loro documenti e costretti a firmare contratti in lingue a loro sconosciute, venendo poi trasferiti in zone di guerra senza alcun addestramento.
Le famiglie segnalano oltre cento casi di morti e dispersi, con contatti interrotti da settimane. Sono state presentate denunce per tratta di esseri umani, mentre le autorità stanno valutando iniziative diplomatiche per fornire assistenza e facilitare i rimpatri. Tuttavia, la complessità della situazione è amplificata dalla distanza e dalla mancanza di garanzie di sicurezza per il rientro.