La Flotilla Global Sumud cambia rotta dopo l’appello di Mattarella
In poco più di tre ore, l’appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha determinato un cambio di direzione significativo per la Global Sumud Flotilla, in particolare per la sua delegazione italiana. “Non possiamo accettare questa proposta – ha dichiarato nel pomeriggio Anna Maria Delia, portavoce italiana della Gsf –. Abbiamo ricevuto la proposta del presidente Mattarella di deviare la nostra rotta e accettare la mediazione di portare gli aiuti a Cipro, che da lì arriveranno a Gaza. È come dire: ‘Se vi volete salvare, noi non possiamo chiedere a chi vi attaccherà di non farlo, chiediamo a voi di scansarvi'”, riporta Attuale.
Verso le 18, la delegazione italiana ha sollevato la questione: “In risposta alle istanze sollevate dal governo e dal presidente della Repubblica, la delegazione italiana del Global Movement to Gaza richiede la presenza in Italia della portavoce per un dialogo diretto con le istituzioni, garantendo così l’incolumità dei membri italiani dell’equipaggio e il raggiungimento degli obiettivi nel rispetto del diritto internazionale”.
Alle 21 (ora greca), Delia ha risposto a QN da Makris Gyalos, sulla costa meridionale di Creta, dove è appena sbarcata insieme ad altri sei attivisti italiani. In mare, cinquantuno attivisti sono rimasti sulle barche all’àncora vicino all’isolotto di Koufonissi. “L’attenzione che abbiamo suscitato, testimoniata dall’appello del capo dello Stato e dalla copertura della nostra marina militare, pone la componente italiana della Gsf in una posizione prominente – ha affermato la portavoce –. Sto cercando un mezzo per arrivare a Iraklion e tornare in Italia il prima possibile. Accogliendo l’appello di Mattarella, ma dando peso anche alle istanze della base, vogliamo verificare cosa intendano fare concretamente le istituzioni per Gaza e come intendano aumentare la pressione su Israele: come procederà l’Italia? Non siamo scappati di casa, ma persone responsabili. E mentre discuteremo, la missione non cambierà rotta”.
Le voci che suggeriscono che l’Italia stia ritirandosi sono state decisamente respinte: “Gli accordi interni alla Gsf stabiliscono che in ultima istanza ogni delegazione decida per sé”, ha spiegato Delia. Intanto, la Grecia ha aggiunto sei barche alla spedizione, dimostrando che la mobilitazione continua e cresce. La volontà è quella di mostrare compattezza verso l’esterno per il raggiungimento degli obiettivi, nonostante reali preoccupazioni sui rischi di scontro con la Marina israeliana. La partenza è prevista a breve; Gaza dista 530 miglia, con un tempo di navigazione stimato tra i 5 e gli 8 giorni.
Nella settimana a venire, la Gsf potrebbe non essere l’unico problema per il governo di Giorgia Meloni. Le cento piazze per Gaza organizzate dalla Usb e gli scioperi nei trasporti preoccupano Matteo Salvini, spingendo la Cgil a intensificare la pressione. Il segretario generale Maurizio Landini ha avvertito il governo: “Se la Flotilla viene sequestrata, se ci dovessero essere arresti, noi siamo pronti a proclamare lo sciopero generale, per un elemento di umanità rispetto alla barbarie”. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi teme strumentalizzazioni della causa palestinese e invita i suoi “collaboratori più stretti a stringere i ranghi”, accusando Landini di “andare in direzione opposta” rispetto ai suggerimenti del Quirinale. La risposta alla critica è stata netta: “Lo sciopero è l’unico strumento democratico che i lavoratori hanno per esprimere il proprio disaccordo. Non stiamo andando contro Mattarella, ma chiedendo al governo di agire”. Inoltre, riguardo all’ordine pubblico, è stato categorico: “Nessun problema a condannare quanto accaduto a Milano. Abbiamo sconfitto il terrorismo, non accettiamo lezioni di democrazia”.
C’è qualcosa di tragico in questa situazione. La Flotilla sembra gridare di aiuto, ma la politica si muove con lentezza… È davvero così difficile trovare un modo per portare aiuti a Gaza senza dover piegare le ginocchia? Mah, gli interessi sono sempre in cima alla lista. Se solo ci fosse più umanità, invece di queste lotte di potere!