Il piano di Trump per Gaza: 20 punti per liberare gli ostaggi in 72 ore

29.09.2025 21:05
Il piano di Trump per Gaza: 20 punti per liberare gli ostaggi in 72 ore

Trump presenta un piano globale per porre fine al conflitto a Gaza

Il presidente Donald Trump ha presentato un piano globale per porre fine al conflitto nella Striscia di Gaza. L’obiettivo dichiarato è la creazione di una Gaza «deradicalizzata e libera dal terrorismo», che non rappresenti più una minaccia per i Paesi vicini, attraverso un processo di smilitarizzazione e riqualificazione a beneficio della popolazione locale, riporta Attuale.

Il piano in 20 punti prevede un cessate il fuoco immediato, con la sospensione di tutte le operazioni militari e il congelamento delle linee di battaglia, a condizione che entrambe le parti accettino l’accordo.

Entro 72 ore dall’accettazione da parte di Israele, dovrà avvenire la restituzione di tutti gli ostaggi, vivi o deceduti. Contestualmente, Israele rilascerà 250 ergastolani e 1.700 detenuti di Gaza arrestati dopo il 7 ottobre 2023, comprese donne e minori. Per ogni ostaggio israeliano deceduto saranno restituiti i resti di 15 cittadini palestinesi.

Una volta completato lo scambio, i membri di Hamas che rinunceranno alla lotta armata otterranno l’amnistia, mentre a chi vorrà lasciare Gaza sarà garantito un passaggio sicuro.

Immediatamente saranno inviati aiuti umanitari consistenti, coerenti con l’accordo del 19 gennaio 2025, comprendenti riabilitazione di infrastrutture, ospedali e panifici, oltre a mezzi per rimuovere le macerie. La distribuzione degli aiuti avverrà tramite Nazioni Unite, Mezzaluna Rossa e altre istituzioni internazionali neutrali, con la riapertura del valico di Rafah.

La governance della Striscia sarà affidata a un comitato tecnocratico palestinese e apolitico, affiancato da esperti internazionali e supervisionato da un nuovo organismo transitorio, il «Consiglio per la Pace», presieduto dallo stesso Trump insieme ad altri leader, tra cui l’ex premier britannico Tony Blair. Questo organismo gestirà i fondi e definirà il quadro di sviluppo fino a quando l’Autorità Nazionale Palestinese non avrà completato il suo programma di riforme e potrà riprendere il controllo.

Il piano prevede inoltre un programma economico di rilancio, con la creazione di una zona economica speciale e l’attrazione di investimenti internazionali per favorire occupazione e crescita.

Nessuno sarà costretto a lasciare Gaza, ma sarà incentivata la permanenza con nuove opportunità di sviluppo. Hamas e le altre fazioni non avranno alcun ruolo politico o amministrativo, mentre tutte le infrastrutture militari e offensive saranno smantellate e sottoposte a un processo di dismissione controllato da osservatori indipendenti.

Dal punto di vista della sicurezza, sarà istituita una Forza di Stabilizzazione Internazionale (ISF), con il coinvolgimento di Stati Uniti, Paesi arabi e partner internazionali. L’ISF formerà e supporterà nuove forze di polizia palestinesi, coordinandosi con Israele, Egitto e Giordania per proteggere i confini e prevenire il contrabbando di armi. Le Forze di Difesa Israeliane si ritireranno progressivamente in base a un calendario concordato, mantenendo una cintura di sicurezza finché Gaza non sarà considerata stabilizzata.

Se Hamas dovesse rifiutare la proposta, Trump prevede comunque l’avvio degli aiuti e della riqualificazione nelle aree considerate libere dal terrorismo. Parallelamente sarà promosso un processo di dialogo interreligioso volto a favorire tolleranza e coesistenza tra israeliani e palestinesi. Secondo il presidente Usa, la piena attuazione del piano potrebbe infine aprire la strada a un percorso credibile verso l’autodeterminazione palestinese e, in prospettiva, alla nascita di uno Stato riconosciuto.

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