Giornalisti internazionali visitano Gaza sotto controllo militare israeliano, descrivono distruzione e desolazione

05.10.2025 11:55
Giornalisti internazionali visitano Gaza sotto controllo militare israeliano, descrivono distruzione e desolazione

Giornalisti internazionali in visita a Gaza: devastazione e condizioni difficili

Venerdì 3 ottobre, un gruppo di giornalisti provenienti da importanti testate internazionali ha avuto accesso alla città di Gaza per un breve lasso di tempo, al seguito dell’esercito israeliano. Questo percorso obbligato imponeva regole severe, tra cui il divieto di interagire con la popolazione palestinese, e tutte le notizie diffuse dopo la visita hanno dovuto essere approvate dalle autorità militari israeliane, riporta Attuale.

Le restrizioni imposte sono considerate indispensabili per consentire ai giornalisti stranieri di entrare nella Striscia di Gaza e documentare la devastazione causata dai continui attacchi e bombardamenti condotti da Israele negli ultimi due anni. Dall’inizio del conflitto, l’ingresso di reporter stranieri è stato vietato, e il racconto della situazione è affidato principalmente ai giornalisti palestinesi, costretti a operare tra enormi difficoltà.

Il convoglio ha percorso il corridoio di Netzarim, separando il nord della Striscia di Gaza dal resto del territorio. Sam Mednick, giornalista di Associated Press, ha descritto il tragitto come costellato da «edifici distrutti e cumuli di cemento». Luc Bronner, corrispondente di Le Monde, ha osservato che «la distruzione sembra irreale, da quanto è sistematica e assoluta», mentre attraversava quella che l’esercito definisce una “fascia di sicurezza”, dove non è rimasto nulla.

La visita ha incluso la città di Gaza, dove Bronner ha riferito di edifici gravemente danneggiati, con una moschea il cui minareto è stato spezzato e un parco giochi per bambini ridotto a un ammasso di plastica e metallo. Ha anche descritto la scena di una città deserta, con i residenti in fuga e gran parte dei campi coltivati distrutti, come confermato anche dalle osservazioni satellitari e dalle Nazioni Unite.

Mentre i giornalisti erano presenti, hanno udito spari ed esplosioni. Adam Parsons di Sky News ha riferito la sensazione inquietante di un silenzio assordante alternato a «boati delle esplosioni, colpi d’arma da fuoco, e il rombo dei carri armati». «È inquietante», ha commentato, evidenziando l’assenza di vita nella città.

Ad agosto, Israele aveva approvato un piano per occupare Gaza, avviando a metà settembre una vasta operazione di terra. Le stime ufficiali indicano che 900mila persone hanno lasciato la città, ridotto la popolazione praticamente a metà. Secondo l’ONU, l’88% degli edifici della Striscia di Gaza è stato danneggiato o distrutto, aggravando ulteriormente una già disperata situazione umanitaria nei campi per sfollati.

L’esercito israeliano ha cercato di giustificare la sua azione mostrando ai giornalisti un presunto tunnel sotto i resti di un ospedale prebellico gestito dalla Giordania, accusando Hamas di utilizzarlo per produzione di razzi. Tuttavia, il governo giordano ha negato queste accuse, affermando di non avere informazioni sulla presenza di Hamas nella struttura. L’ospedale, chiuso circa due settimane fa, non era più in grado di funzionare.

La visita dei giornalisti è avvenuta prima che Hamas rispondesse al piano di pace del presidente statunitense Donald Trump, accettato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. I negoziati sono previsti per riprendere oggi.

– Leggi anche: L’esodo forzato dalla città di Gaza

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