Pescara, 9 ottobre 2025 – Un altro femminicidio si è verificato a Lettomanoppello, in provincia di Pescara, dove la vittima, Clelia, di 66 anni, è stata uccisa a colpi di pistola dal marito. L’aggressore, Antonio Mancini, un settantenne con precedenti penali, è stato arrestato a Turrivalignani, dove era entrato in un bar e ha sparato uno o più colpi di pistola senza ferire nessuno. L’omicidio è avvenuto in strada nel tardo pomeriggio, riporta Attuale.
Secondo le indagini preliminari, dopo aver ucciso clelia, l’uomo è fuggito e si è rifugiato in un bar a Turrivalignani, situato a circa quattro chilometri dal luogo del delitto. Lì ha aperto il fuoco, generando panico tra i presenti, prima di essere bloccato e arrestato dalle forze dell’ordine. I soccorritori del 118 si sono recati sul luogo dell’omicidio, ma non hanno potuto far altro che constatare il decesso della donna. L’intervento è stato effettuato dai carabinieri della Compagnia di Popoli e dal Reparto operativo del Comando provinciale di Pescara.
Il femminicidio di Cinzia Pinna
Questa tragedia si inserisce in un contesto allarmante di violenza di genere che continua a mietere vittime in Italia.
Pochi giorni fa ha sollevato grande indignazione il caso dell’omicidio di Cinzia Pinna in Sardegna, avvenuto per mano dell’imprenditore vinicolo Emanuele Ragnedda, il quale ha anche tentato il suicidio in carcere.
Oggi, il 41enne di Arzachena ha lasciato il reparto di psichiatria dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, nel quale era stato ricoverato dopo manifestazioni di grave agitazione e segni compatibili con un tentativo di suicidio. Ragnedda, arrestato il 24 settembre scorso dopo aver confessato l’omicidio ai carabinieri di Palau, è stato rimandato nel carcere di Bancali, dove il suo legale, Luca Montella, ha richiesto nuove misure di sorveglianza e tutela.