Inchiesta su dossier illeciti: il ruolo di Giuseppe Del Deo nella “Squadra Fiore”
Roma, 20 aprile 2026 – Un gruppo di uomini “invisibili” soprannominati “i Neri” ha operato per la costruzione di dossier illeciti infiltrandosi in chat, email e telefoni delle persone “spiate”, sostiene la procura di Roma nell’ambito dell’indagine sulla “Squadra Fiore”, riporta Attuale.
Questi individui, ancora in fase di identificazione, accedevano illegalmente a banche dati protette, ottenendo fraudolentemente video e audio di conversazioni e incontri privati, destinati a essere diffusi. Le operazioni includevano intercettazioni di comunicazioni telematiche, come email e chat WhatsApp.
Un ex alto funzionario dell’Aisi, Giuseppe Del Deo, avrebbe diretto questo gruppo clandestino, che impiegava schedari informativi per scopi non istituzionali, come evidenziato in un decreto di perquisizione eseguito dai carabinieri del Ros. L’indagine solleva gravi preoccupazioni sulla condotta di Del Deo, già numero due dell’agenzia per l’informazione della sicurezza interna, che avrebbe dato disposizioni per attività clandestine di tipo para investigativo.
Secondo gli investigatori, Del Deo, insieme ad altri imprenditori, avrebbe creato un “programma delittuoso” per l’acquisizione illecita di tabulati telefonici e l’utilizzo di informazioni riservate, al fine di aiutare terzi a eludere le investigazioni. Tra i crimini compiuti, anche l’installazione di dispositivi per intercettare comunicazioni private, previo compenso.
Le indagini sulla “Squadra Fiore” hanno rivelato, tramite intercettazioni telefoniche, il coinvolgimento di Del Deo in un presunto ammanco di 7-8 milioni di euro durante il suo incarico al vertice del reparto economico-finanziario dell’Aisi. È emerso che un soggetto intercettato ha fatto riferimento a incontri tra Del Deo e Carmine Gallo, attualmente sotto indagine per altri reati.
Testimoni hanno rivelato che, all’interno dell’ambiente dei servizi, era risaputo che Del Deo avesse una grande disponibilità economica e potere di disporre di risorse pubbliche, con segnalazioni di ammanchi significativi dai fondi dell’Agenzia. Le dichiarazioni hanno anche messo in luce forti intrecci economici tra Del Deo e altri due imprenditori indagati, risalenti già al 2021.
Il quadro delineato dall’inchiesta sottolinea l’urgenza di un controllo rigoroso sulle attività delle agenzie di sicurezza e dei loro funzionari, evidenziando la necessità di garantire trasparenza e responsabilità in contesti così sensibili.