Zaia si candida capolista della Lega in tutte le province del Veneto, avverte: “Se sono un problema, diventerò un problema reale”

15.10.2025 22:35
Zaia si candida capolista della Lega in tutte le province del Veneto, avverte: "Se sono un problema, diventerò un problema reale"

Luca Zaia ha annunciato la sua intenzione di candidarsi come capolista in tutte le province del Veneto, in un evento elettorale che ha visto la partecipazione del centrodestra e il sostegno di militanti leghisti, riporta Attuale. Il presidente della Regione veneta, in scadenza dopo due mandati, ha sottolineato che, se la sua presenza è considerata un problema, allora “diventerà un problema reale” e farà pesare il suo consenso, affermando: “Dopo Zaia, scrivi Zaia”. La campagna elettorale per il nuovo candidato governatore Alberto Stefani, sostenuta da Zaia e dal leader della Lega Matteo Salvini, ha attirato una grande folla nel Teatro Geox di Padova, segnando un momento significativo per la Lega dopo un periodo di tensioni interne.

I malumori nella Lega dopo il flop in Toscana

Dopo la deludente prestazione alle recenti elezioni regionali in Toscana, i membri della Lega esprimono malumori riguardo alla direzione del partito. La situazione è ulteriormente complicata dalla gestione di Roberto Vannacci, ritenuto responsabile della sconfitta. Matteo Salvini si trova ora a dover risolvere tensioni interne, soprattutto rispetto alla collaborazione con Fratelli d’Italia, che segna un cambiamento nella storica alleanza leghista. In vista del consiglio federale, che promette di essere acceso, Salvini ha cercato di unire il partito attorno alla figura di Stefani, che annuncia candidature in tutte le province del Veneto.

L’evento monocolore verde

L’evento ha registrato un ampio afflusso, con i membri della Lega entusiasti di celebrare “un momento nostro”, anche se l’assenza di alleati come Forza Italia e Fratelli d’Italia ha suscitato critiche. La scelta della data, ritenuta non concordata, ha portato a considerare l’evento come esclusivamente leghista. In un contesto particolarmente delicato, segnato dal lutto per la morte di carabinieri in uno sgombero, l’orgoglio leghista è emerso forte.

Salvini: una gioia avere il candidato leghista (dopo la trattativa con Meloni)

Matteo Salvini ha definito “una delle più grandi gioie” la nomina di un candidato leghista, riconoscendo la complessità della trattativa con Giorgia Meloni. Sottolineando l’importanza dei quindici anni di governo di Zaia, ha messo in guardia rispetto alle sfide che attendono Stefani, descrivendolo come “il governatore più giovane d’Italia”. La questione dell’autonomia Veneto, con le prime intese in arrivo, rimane centrale nell’agenda della Lega.

Zaia: sono un militante

Il governatore Zaia, esprimendo il suo attaccamento al partito, ha ribadito il suo ruolo di militante e il desiderio di continuare a contribuire attivamente. Criticando i veti posti dagli alleati sulla propria candidatura, ha affermato che se rappresenta un problema, allora intende affrontarlo candidandosi come capolista in tutte le province, chiudendo il suo discorso con una chiamata all’unità e all’orgoglio leghista.

Roberto Vannacci, la stoccata di Attilio Fontana e la critica di Molinari

Roberto Vannacci, al centro delle recenti polemiche, ha comunicato la sua assenza all’incontro a Milano a causa di impegni a Strasburgo. Tale assenza non è piaciuta a molti all’interno della Lega, in particolare al governatore lombardo Attilio Fontana, che ha evidenziato la necessità di rivedere l’approccio del partito per riaffermare la propria identità territoriale. Anche Riccardo Molinari ha messo in guardia contro lo sviluppo di messaggi ideologici troppo unilaterali.

I nostalgici di Umberto Bossi

I sostenitori di Umberto Bossi notano che la recente scelta di ristampare la sua prefazione a “La Lega Lombarda” è un chiaro segnale della necessità di tornare ai valori fondanti del partito, sottolineando l’importanza del radicamento territoriale e dell’unità interna come risposta alle sfide attuali.

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