Il 16 ottobre 2025, durante la riunione del Consiglio dei capi dei servizi di sicurezza e delle agenzie speciali dei paesi membri della CSI a Samarcanda, il direttore del FSB russo, O. Bortnikov, ha affermato di possedere «dati affidabili» secondo cui attentati e sabotaggi in Russia sarebbero stati condotti «sotto il patrocinio dei servizi segreti britannici».
Coinvolgimento britannico nelle operazioni ucraine
Secondo Bortnikov, l’operazione ucraina «Rete» sarebbe stata organizzata «sotto la supervisione dei servizi di intelligence britannici» poco prima dei colloqui tra le delegazioni di Ucraina e Russia a Istanbul. Londra avrebbe anche fornito «supporto propagandistico» all’iniziativa. Inoltre, istruttori delle unità SAS e MI6 avrebbero preso parte alla pianificazione di attacchi con droni contro il consorzio di gasdotto del Caspio e sarebbero stati coinvolti in sabotaggi contro il gasdotto «Turkish Stream».
Droni e tensioni in Europa
Bortnikov ha accusato i servizi NATO di essere responsabili di incidenti con droni su territori europei, sottolineando come «i professionisti non abbiano dubbi» sul loro coinvolgimento. Ha inoltre affermato che Londra avrebbe fomentato la cosiddetta minaccia orientale, collegandola a provocazioni sul cosiddetto «flotta ombra russa», compreso il tentativo di blocco navale a Kaliningrad.
Strategie di disinformazione e narrativa interna
Le dichiarazioni del capo del FSB rientrano in una narrativa tradizionale della propaganda russa, che rappresenta l’Ucraina come marionetta della Gran Bretagna e più in generale del «collettivo occidentale». Tali affermazioni possono essere utilizzate per creare sfiducia nelle informazioni su droni e sabotaggi, anticipando accuse contro operazioni segrete russe. Allo stesso tempo, il discorso mira a rafforzare all’interno del paese l’immagine della Russia come «fortezza assediata», giustificando la militarizzazione della società e le perdite sul fronte come conseguenza di una presunta cospirazione globale.
Implicazioni per l’Europa e l’unità occidentale
Bortnikov ha suggerito che le operazioni britanniche mirerebbero anche a creare tensioni tra gli alleati europei, insinuando azioni aggressive non coordinate da parte di Londra per coinvolgere partner in una pericolosa confrontazione con la Russia. La retorica può quindi influire sull’unità di UE e NATO, parte integrante della strategia russa di guerra ibrida.