Sequestro di quasi 300 reperti antichi a Bruxelles: indagini in corso tra Italia e Belgio

20.10.2025 13:45
Sequestro di quasi 300 reperti antichi a Bruxelles: indagini in corso tra Italia e Belgio

Sequestrati quasi 300 reperti antichi in Belgio: un’indagine congiunta tra Italia e Belgio

Un’ indagine congiunta tra i carabinieri del comando italiano per la tutela del patrimonio culturale (TPC) e la polizia belga ha portato al sequestro di quasi 300 reperti antichi in una galleria d’arte di Bruxelles. I reperti, frutto di numerose esportazioni illegali dall’Italia, comprendono ceramiche etrusche e romane, gioielli e frammenti di affreschi, alcuni dei quali risalenti agli anni Ottanta. Questo sequestro segna uno dei più significativi degli ultimi tre decenni, riporta Attuale.

Le forze dell’ordine hanno scoperto un’ampia collezione che comprende ceramiche, piccole statue di bronzo e preziosi frammenti di affreschi. Il valore di tali reperti è inestimabile, poiché non possono essere commercializzati, essendo parte integrante del patrimonio culturale statale.

L’indagine è iniziata alcuni anni fa in seguito a una richiesta della procura distrettuale di New York, la quale ha invitato la polizia belga a esaminare alcuni reperti nell’ambito di un’inchiesta sul collezionista d’arte statunitense Michael Steinhardt. Nel corso di circa trent’anni, Steinhardt ha accumulato migliaia di reperti antichi di origine illecita, molti dei quali provenienti da scavi clandestini, compresi quelli effettuati in Italia. Nel 2021, dopo un lungo percorso investigativo, ha stipulato un accordo che prevedeva la restituzione di 180 reperti, tra cui un affresco rubato nel 1995 da Ercolano, uno dei siti archeologici più importanti del paese.

La Phoenix Ancient Art, la galleria coinvolta, è gestita dai fratelli Hicham e Ali Aboutaam, noti commercianti d’arte in Belgio, attualmente non oggetto di indagine. Tuttavia, le autorità belghe, previa collaborazione con i carabinieri italiani, hanno scoperto oltre 600 reperti che provengono da diversi paesi, tra cui Siria e Yemen. Le prime verifiche indicano che 132 di questi reperti sono stati certamente rubati in Italia, mentre la provenienza italiana è altamente probabile per altri 151.

Ricostruire la storia di tali furti è un compito arduo; infatti, molti reperti vengono venduti illegalmente senza che venga mai denunciato il furto. Molti di essi, rinvenuti da tombaroli, vengono successivamente smistati all’interno di reti criminali organizzate per essere inseriti nei mercati internazionali.

Alcuni oggetti ritrovati nel corso del sequestro risultano essere stati in precedenza in possesso del mercante d’arte Giacomo Medici, condannato nel 2004 per traffico di beni culturali. Durante un’inchiesta sul suo operato, furono rinvenuti centinaia di oggetti e un vasto archivio fotografico che ha facilitato la rintracciabilità di reperti rubati dall’Italia.

Parallelamente alle indagini in Belgio, sono state avviate procedure legali in Italia, guidate dal pubblico ministero Stefano Opilio della procura di Roma. Tra le accuse figurano la ricettazione e l’esportazione illecita di beni culturali. È stata formata una squadra investigativa congiunta tra carabinieri e polizia belga, una novità per la tutela di reperti antichi, solitamente più focalizzata su crimini di natura organizzata o sul traffico di sostanze stupefacenti.

La procura di Roma ha già richiesto e ottenuto il sequestro urgente dei reperti per prevenire spostamenti o vendite non autorizzate. Gli avvocati dei fratelli Aboutaam hanno presentato ricorso, ma questo è stato respinto. Un procedimento giudiziario è ora in corso in Belgio, stante l’importanza di riportare i reperti in Italia. La prossima udienza è fissata per febbraio, mentre la possibilità per i proprietari della galleria di dimostrare la legittimità della loro proprietà appare remota, dato che i beni antichi rinvenuti nel suolo sono di competenza dello Stato e non possono essere trasferiti liberamente fuori dall’Italia.

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