Garlasco, nuova testimonianza mette in dubbio alibi di Andrea Sempio

23.10.2025 00:25
Garlasco, nuova testimonianza mette in dubbio alibi di Andrea Sempio

Nuovo supertestimone nel caso Garlasco: accuse e sospetti emergono

Roma, 23 ottobre 2025 – L’inchiesta sul caso Garlasco continua a essere aggravata da nuove rivelazioni, questa volta relative a un supertestimone che sostiene che lo scontrino del parcheggio di Vigevano non appartenga ad Andrea Sempio, il che metterebbe in discussione il suo alibi, riporta Attuale.

Le domande su come il supertestimone abbia ottenuto queste informazioni sono inevitabili, poiché la memoria, da sola, non basta. È necessaria una prova oggettiva e verificabile; altrimenti, ci si muove nell’ambito delle suggestioni e non della verità giuridica. La memoria umana non è una registrazione fedele; si modifica col passare del tempo e subisce alterazioni significative, in particolare dopo lunghe distanze temporali, come nel caso specifico di 18 anni.

Il ricordo è influenzato da racconti, immagini mediali e conversazioni, il che porta a interrogarsi sull’attendibilità psicologica del teste, anche se quest’ultimo agisce in buona fede.

Ciò potrebbe far pensare a una forma di mitomania sociale, dove chi partecipa a un caso come quello di Garlasco cerca non solo di raccontare, ma di diventare parte della narrazione collettiva. Di conseguenza, il ricordo si ingigantisce, e la convinzione si rafforza. Il fenomeno è noto come eccitazione sociale: una scarica emozionale di chi si sente parte di un evento che attira l’attenzione pubblica.

Tuttavia, mentre l’opinione pubblica si spacca riguardo a questa nuova verità, un particolare comportamento merita attenzione. Durante recenti perquisizioni nella residenza della famiglia Sempio, sono stati rinvenuti biglietti e appunti dell’epoca del delitto e delle prime indagini. Sebbene non rappresentino prove decisive, suggeriscono un comportamento di attaccamento: la famiglia Sempio sembra accumulare oggetti legati al delitto, quasi a voler trattenere il tempo e l’eco della tragedia. Questo suggerisce un legame emotivo intenso con gli eventi, un modo per cercare di mantenere viva la memoria.

Il fatto che abbiano conservato quello scontrino può dunque essere un atto istintivo, non pianificato, quasi protettivo. Qui si trovano due opposti: da una parte chi si fa portatore di nuove verità, dall’altra chi cerca di mantenere vive le testimonianze di un passato che non riesce a chiudere. Questo dualismo evidenzia la complessità della memoria umana in contesti così carichi di emozione e dolore.

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